Poeta, Arezzo 1304 – Arquà 1374

Francesco Petrarca

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, figlio del notaio Ser Petracco, esiliato da Firenze insieme ai Guelfi Bianchi, la stessa fazione politica a cui apparteneva Dante Alighieri. Ancora bambino segue la famiglia prima a Pisa e poi ad Avignone, nella Francia meridionale…

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Le opere

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Vita

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, figlio del notaio Ser Petracco, esiliato da Firenze insieme ai Guelfi Bianchi, la stessa fazione politica a cui apparteneva Dante Alighieri. Ancora bambino segue la famiglia prima a Pisa e poi ad Avignone, nella Francia meridionale, dove nel frattempo si è trasferita la sede della curia papale. Studia legge, secondo il volere paterno, a Montpellier e poi a Bologna, ma coltiva fin da giovane una passione più profonda per le lettere classiche latine, che finirà per prevalere sugli studi giuridici.

Alla morte del padre, nel 1326, Petrarca torna ad Avignone e intraprende una carriera ecclesiastica minore, che gli garantisce un reddito senza vincolarlo a incarichi pastorali, lasciandogli tempo per lo studio e la scrittura. Nel 1327, come racconta egli stesso, vede per la prima volta in una chiesa di Avignone la donna che chiamerà Laura, figura reale ma avvolta di reticenza biografica, che diventerà il centro della sua poesia amorosa in volgare per tutta la vita, anche dopo la morte di lei, avvenuta nel 1348 durante l'epidemia di peste nera.

Petrarca è tra i massimi protagonisti della riscoperta dei classici latini che apre la stagione dell'Umanesimo: viaggia per l'Europa alla ricerca di manoscritti antichi e nel 1345 ritrova a Verona un importante codice delle lettere di Cicerone ad Attico. La sua fama di letterato è tale che nel 1341 viene incoronato poeta laureato in Campidoglio, a Roma, riconoscimento simbolico del suo ruolo di erede della tradizione classica. Nel corso della vita compone un'opera vastissima in lingua latina, tra cui il poema epico incompiuto Africa, le raccolte di lettere, il dialogo autobiografico Secretum e il trattato De viris illustribus, considerando questa produzione la parte più importante e duratura della propria attività letteraria.

È tuttavia la sua opera in volgare a garantirgli la fama più larga nei secoli successivi: il Canzoniere, che egli stesso intitolava Rerum vulgarium fragmenta, raccoglie trecentosessantasei componimenti — sonetti, canzoni, ballate, madrigali e sestine — composti e continuamente rielaborati tra il 1336 e la morte, divisi tradizionalmente tra le rime scritte quando Laura era in vita e quelle composte dopo la sua morte. L'opera, che indaga con raffinatezza introspettiva il conflitto interiore tra passione amorosa e aspirazione spirituale, fissa un modello di lingua e di stile poetico che diventerà il punto di riferimento della lirica amorosa italiana ed europea per secoli, dando origine alla tradizione poi detta petrarchismo.

Negli ultimi decenni di vita Petrarca si sposta tra diverse corti e città italiane, tra cui Milano, presso i Visconti, Venezia e Padova, sempre circondato da grande prestigio intellettuale. Trascorre gli ultimi anni ad Arquà, sui Colli Euganei, dove muore nel 1374, lasciando un'eredità letteraria e culturale che, insieme a quella di Dante e Boccaccio, pone le fondamenta della letteratura italiana moderna.

Cronologia

  1. 1304Nasce a Arezzo
  2. 1336–1374CanzoniereRaccolta di poesie, prima edizione 1470
  3. 1374Muore a Arquà