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Canzoniere

A la dolce ombra de le belle frondi

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A la dolce ombra de le belle frondicorsi fuggendo un dispietato lumeche’nfin qua giú m’ardea dal terzo cielo;et disgombrava già di neve i poggil’aura amorosa che rinova il tempo,et fiorian per le piagge l’erbe e i rami.
Non vide il mondo sí leggiadri rami,né mosse il vento mai sí verdi frondicome a me si mostrâr quel primo tempo:tal che, temendo de l’ardente lume,non volsi al mio refugio ombra di poggi,ma de la pianta piú gradita in cielo.
Un lauro mi difese allor dal cielo,onde piú volte vago de’ bei ramida po’ son gito per selve et per poggi;né già mai ritrovai tronco né fronditanto honorate dal superno lumeche non mutasser qualitate a tempo.
Però piú fermo ognor di tempo in tempo,seguendo ove chiamar m’udia dal cieloe scorto d’un soave et chiaro lume,tornai sempre devoto ai primi ramiet quando a terra son sparte le frondiet quando il sol fa verdeggiar i poggi.
Selve, sassi, campagne, fiumi et poggi,quanto è creato, vince et cangia il tempo:ond’io cheggio perdono a queste frondi,se rivolgendo poi molt’anni il cielofuggir disposi gl’ invescati ramitosto ch’incominciai di veder lume.
Tanto mi piacque prima il dolce lumech’i’ passai con diletto assai gran poggiper poter appressar gli amati rami:ora la vita breve e ’l loco e ’l tempomostranmi altro sentier di gire al cieloet di far frutto, non pur fior’ et frondi.
Altr’amor, altre frondi et altro lume,altro salir al ciel per altri poggicerco, ché n’é ben tempo, et altri rami.