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Canzoniere

Deh porgi mano a l’affannato ingegno

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Deh porgi mano a l’affannato ingegno,Amor, et a lo stile stancho et frale,per dir di quella ch’è fatta immortale,et cittadina del celeste regno;
dammi, signor, che ’l mio dir giunga al segnode le sue lode, ove per sé non sale,se vertú, se beltà non ebbe egualeil mondo, che d’aver lei non fu degno.
Responde: - Quanto ’l ciel et io possiamo,e i buon’ consigli, e ’l conversar honesto,tutto fu in lei, di che noi Morte à privi.
Forma par non fu mai dal dí ch’Adamoaperse li occhi in prima; et basti or questo:piangendo i’ ’l dico, et tu piangendo scrivi. -