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Canzoniere

Il mio adversario in cui veder solete

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Il mio adversario in cui veder soletegli occhi vostri ch’Amore e ’l ciel honora,colle non sue bellezze v’innamorapiú che ’n guisa mortal soavi et liete.
Per consiglio di lui, donna, m’avetescacciato del mio dolce albergo fora:misero exilio, avegna ch’i’ non fôrad’abitar degno ove voi sola siete.
Ma s’io v’era con saldi chiovi fisso,non devea specchio farvi per mio danno,a voi stessa piacendo, aspra et superba.
Certo, se vi rimembra di Narcisso,questo et quel corso ad un termino vanno,benché di sí bel fior sia indegna l’erba.