Quel vago impallidir che ’l dolce risod’un’amorosa nebbia ricoperse,con tanta maiestade al cor s’offerseche li si fece incontr’a mezzo ’l viso.
Conobbi allor sí come in paradisovede l’un l’altro, in tal guisa s’apersequel pietoso penser ch’altri non scerse:ma vidil’ io, ch’altrove non m’affiso.
Ogni angelica vista, ogni atto humileche già mai in donna ov’amor fosse apparve,fôra uno sdegno a lato a quel ch’i’ dico.
Chinava a terra il bel guardo gentile,et tacendo dicea, come a me parve:Chi m’allontana il mio fedele amico?