Vive faville uscian de’ duo bei lumiver’ me sí dolcemente folgorando,et parte d’un cor saggio sospirandod’alta eloquentia sí soavi fiumi,
che pur il rimembrar par mi consumiqualor a quel dí torno, ripensandocome venieno i miei spirti mancandoal varïar de’ suoi duri costumi.
L’alma, nudrita sempre in doglia e ’n pene( quanto è ’l poder d’una prescritta usanza!),contra ’l doppio piacer sí ’nferma fue,
ch’al gusto sol del disusato bene,tremando or di paura or di speranza,d’abandonarme fu spesso entra due.