Cosa succede
A Milano la signora Maria Rinaldi, moglie di un uomo d’affari che lavora molto per farla vivere nel lusso, si lascia corteggiare dal ricco Polidori, che ha fama di seduttore. All’ultimo ballo della stagione gli concede un appuntamento ai Giardini, dove, turbata, gli promette di cedere e poi fugge; poco dopo gli scrive per ritirare la promessa, e Polidori le rimanda la lettera con una risposta rispettosa.
Maria va in Brianza con il marito, ma si annoia. L’amica Erminia la porta a Villa d’Este, dove si trova anche Polidori. Maria diventa gelosa delle attenzioni che lui sembra rivolgere a Erminia, la quale a sua volta la mette in guardia. Polidori le dichiara di amarla ancora, e una sera, dopo averlo scelto come compagno di ballo davanti a tutti, lei accetta un nuovo appuntamento.
All’alba, vicino a un monumento funebre nel parco, Maria piange e parla senza sosta del suo bisogno di una vita diversa; quando Polidori le mostra tutta la sua passione, si spaventa e lo respinge. Arriva Erminia a chiamarla, Polidori sparisce, e il giorno dopo le due amiche partono. Il marito di Maria, intanto, è corso a Roma per il fallimento di un debitore; lei lo raggiunge e lo trova sconvolto. Mesi dopo, ormai povera, racconta a Erminia di averlo fermato mentre stava per uccidersi con la pistola, e le chiede perdono per i suoi sospetti. Quando l’amica le assicura di non aver mai pensato a Polidori, Maria conclude che allora non l’ha amato nemmeno lei.
Perché è importante
È l’unica novella della raccolta ambientata nell’alta società milanese, lontano dai campi siciliani, e nell’edizione del 1881 da cui è tratto il testo chiude Vita dei campi. Verga applica anche a questo mondo il suo metodo di osservazione: il titolo annuncia un’analisi di come, quando e perché nasce una tentazione amorosa, e il narratore segue con ironia i sentimenti confusi della protagonista, fatti di noia, vanità e fantasie prese dai libri.
Il crollo economico del marito rovescia la situazione: davanti al dolore vero di Rinaldi le fantasie di Maria si dissolvono, e il finale rivela che la sua passione era alimentata soprattutto dalla rivalità con l’amica. L’idea, espressa nella prefazione dei Malavoglia, che l’inquietudine e la ricerca del meglio agiscano anche nelle classi elevate trova qui un esempio.
Passi da ricordare
«Il signor Polidori, e la signora Rinaldi si amavano — o credevano di amarsi — ciò che è precisamente la stessa cosa, alle volte»: l’inizio dichiara subito il tono ironico con cui il narratore guarda l’amore mondano.
«a montarsi la testa di proposito con dei sentimenti presi a prestito nei romanzi»: la frase mostra che le emozioni di Maria nascono più dalle letture che dall’esperienza.
«Sono in ritardo di parecchi secoli»: Maria si descrive come una romantica fuori posto, incapace di adattarsi alla vita reale.
«allora non l’ho amato nemmen io!»: l’ultima battuta rivela che la passione di Maria dipendeva dalla gelosia verso l’amica.