Di cosa parla
Vita dei campi raccoglie novelle ambientate nelle campagne siciliane, tra cui alcuni dei racconti più noti di Verga: Fantasticheria, che anticipa i princìpi della sua poetica verista, Rosso Malpelo, storia di un ragazzo minatore incompreso e maltrattato, Cavalleria rusticana, imperniata su una vicenda di gelosia e onore che si conclude con un duello, e La lupa, ritratto di una donna dominata da una passione che nessuna convenzione sociale riesce a contenere. In tutte le novelle i personaggi sono segnati dalla povertà, dal lavoro e da istinti primari che la società rurale non riesce a incanalare.
Pubblicata nel 1880, la raccolta segna l’inizio della fase verista di Verga, sviluppata l’anno successivo ne I Malavoglia, e si distingue per una narrazione impersonale che rinuncia ai commenti dell’autore e adotta il punto di vista dei personaggi. Alcune novelle, in particolare Cavalleria rusticana, ebbero grande fortuna anche fuori dalla narrativa, attraverso riduzioni teatrali e l’opera lirica che ne trasse Pietro Mascagni nel 1890. La raccolta resta un punto di riferimento per l’avvio del verismo italiano e per la rappresentazione della vita rurale siciliana nell’Ottocento.