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Riassunto

Riassunto: Vita dei campi

Cosa succede

Nell’edizione Treves del 1881, quella riprodotta nella biblioteca, Vita dei campi comprende nove novelle. Otto sono ambientate nella Sicilia rurale, fra villaggi di pescatori, cave, pascoli e paesi dell’interno; l’ultima, Il come, il quando ed il perché, racconta invece l’alta borghesia milanese e non compariva nella prima edizione del 1880. Due testi hanno un valore quasi programmatico: Fantasticheria, che apre il libro, e la lettera a Salvatore Farina che introduce L’amante di Gramigna.

In Fantasticheria il narratore si rivolge a una signora elegante che, dopo aver voluto passare un mese ad Aci Trezza, è ripartita dopo quarantott’ore, senza capire come si potesse vivere lì tutta la vita. Le racconta che cosa è accaduto nel frattempo alla gente del villaggio: il vecchio morto all’ospedale, un giovane caduto a Lissa, un fratello finito in carcere, una ragazza perduta in città. Sono i personaggi che torneranno nei Malavoglia. Per spiegare l’attaccamento dei poveri alla loro terra, il narratore parla dell’«ideale dell’ostrica»: chi si stacca dallo scoglio per desiderio di meglio viene inghiottito dal mondo.

Jeli il pastore è la novella più lunga. Jeli, un ragazzo che custodisce cavalli, cresce in amicizia con don Alfonso, il figlio del padrone, e fin da bambino ama Mara, la figlia di massaro Agrippino. Divenuto pecoraio, sposa Mara dopo che il suo fidanzamento con un altro è andato a monte per le voci su una sua relazione con don Alfonso. Jeli non capisce, o non vuole capire, di essere tradito; ma durante la festa della tosatura, quando don Alfonso prende Mara per mano per ballare, gli taglia la gola con le forbici. Davanti al giudice non comprende la sua colpa.

In Rosso Malpelo un ragazzo che lavora in una cava di rena rossa è considerato cattivo solo perché ha i capelli rossi. Dopo la morte del padre, mastro Misciu, rimasto sepolto da un crollo, Malpelo diventa sempre più duro: picchia e insieme protegge Ranocchio, un compagno debole e zoppo, e gli insegna che nel mondo vince chi sa colpire più forte. Ranocchio muore di malattia, la madre e la sorella se ne vanno, e Malpelo, che nessuno cercherà, viene mandato a esplorare un passaggio pericoloso della cava e scompare per sempre.

Cavalleria rusticana racconta il ritorno di Turiddu dal servizio militare: Lola, la ragazza che amava, si è promessa al carrettiere Alfio e lo sposa. Per ingelosirla Turiddu corteggia Santa, ma poi torna da Lola, che lo riceve di nascosto. Santa informa Alfio; i due uomini si scambiano il bacio della sfida e Turiddu morde l’orecchio del rivale in segno di promessa. Il duello si svolge all’alba fra i fichidindia: Alfio getta la polvere negli occhi del rivale e lo uccide. Nella Lupa la gnà Pina, donna dalla sensualità inarrestabile, si innamora del giovane Nanni, che preferisce sua figlia Maricchia. La Lupa costringe la figlia a sposarlo, ma continua a cercarlo nei campi; Nanni, dopo inutili tentativi di liberarsi da lei, le va incontro con la scure.

L’amante di Gramigna si apre con la lettera a Farina sul nuovo metodo narrativo. Segue la storia di Peppa, che lascia un ricco fidanzato per il brigante Gramigna, conosciuto solo attraverso i racconti della gente. Lo raggiunge alla macchia, lo segue fra le fucilate, viene arrestata con lui; quando il bandito viene portato «di là del mare», lei resta in città accanto al carcere, a servire i carabinieri. Guerra di santi è una novella comica: la rivalità fra i devoti di San Rocco e quelli di San Pasquale manda all’aria il fidanzamento di Nino e Saridda, finché la siccità e il colera li fanno riavvicinare. In Pentolaccia un contadino che ha sempre finto di non vedere la relazione della moglie con don Liborio, il medico che gli manteneva la pentola piena, sente i compagni deriderlo e uccide il rivale con una stanga.

L’ultima novella, Il come, il quando ed il perché, segue la signora Maria Rinaldi, moglie annoiata di un uomo d’affari, che si lascia corteggiare dal seduttore Polidori tra Milano e Villa d’Este e arriva vicina all’adulterio. L’intervento dell’amica Erminia e la rovina economica del marito, che tenta il suicidio, la riportano accanto a lui; alla fine Maria si accorge di non aver mai amato davvero l’altro uomo.

Perché è importante

Vita dei campi segna l’inizio della fase verista di Verga. Nella lettera a Farina l’autore dichiara di voler raccontare il fatto «nudo e schietto», con le parole della narrazione popolare, e immagina un’opera in cui l’artista scompaia del tutto. Nelle novelle siciliane il narratore rinuncia infatti ai commenti e adotta il punto di vista e il linguaggio della comunità: i giudizi sui personaggi, come quello che fa di Malpelo un ragazzo cattivo per i suoi capelli rossi, sono i pregiudizi del paese, che il lettore deve riconoscere da sé.

I protagonisti sono spesso esclusi o diversi, come Malpelo, la Lupa, Jeli, Peppa, mossi da passioni primitive, dalla gelosia, dall’onore, dal bisogno. La violenza nasce da un mondo povero e chiuso, in cui la roba e la reputazione valgono più delle persone. La raccolta prepara direttamente I Malavoglia, e Cavalleria rusticana ebbe una fortuna enorme anche a teatro e nell’opera di Mascagni.

Passi da ricordare

«Insomma l’ideale dell’ostrica! direte voi.» In Fantasticheria il narratore anticipa l’obiezione della signora e difende l’attaccamento dei poveri al loro scoglio.

«Malpelo si chiamava così perchè aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perchè era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone.» L’inizio di Rosso Malpelo riproduce la logica del pregiudizio popolare.

«E tre! questa è per la casa che tu m’hai adornato.» Nella scena finale di Cavalleria rusticana Alfio colpisce Turiddu vendicando l’onore offeso.

«Al villaggio la chiamavano la Lupa perchè non era sazia giammai — di nulla.» Il ritratto iniziale della Lupa presenta la protagonista attraverso lo sguardo del paese.

«la mano dell’artista rimarrà assolutamente invisibile» Nella lettera a Farina che apre L’amante di Gramigna, Verga descrive l’ideale dell’impersonalità.