Di cosa parla
Il romanzo è composto dalle lettere che il giovane Jacopo Ortis scrive all’amico Lorenzo Alderani, raccontando gli anni successivi al trattato di Campoformio del 1797, con cui Venezia viene ceduta all’Austria. Deluso dal fallimento degli ideali repubblicani e patriottici, Jacopo si ritira sui colli Euganei, dove nasce il suo amore infelice per Teresa, promessa sposa a un altro uomo per volontà del padre. L’impossibilità di realizzare insieme l’amore e l’ideale politico spinge il protagonista verso un isolamento sempre più cupo, tra viaggi, riflessioni sulla storia e sulla condizione umana e un progressivo distacco dalla vita. Le lettere si concludono con il suicidio di Jacopo, che si toglie la vita non riuscendo a conciliare le proprie aspirazioni con la realtà politica e sentimentale che lo circonda.
Foscolo lavorò al romanzo a più riprese tra il 1798 e il 1817, pubblicandone una prima versione nel 1802 e arrivando solo negli ultimi anni di vita a un testo definitivo. Ispirate anche al modello dei Dolori del giovane Werther di Goethe, le Ultime lettere di Jacopo Ortis sono considerate tra le prime prove del romanzo epistolare moderno nella letteratura italiana e un testo fondativo del Romanticismo nazionale, per la fusione tra crisi sentimentale individuale e delusione politica dopo la fine della Repubblica di Venezia. La sua influenza sulla narrativa e sulla sensibilità patriottica ottocentesca è stata duratura, e l’opera resta un riferimento per la storia del romanzo italiano.