Libri di dominio pubblico

Ultime lettere di Jacopo Ortis

Teresa

Donna amata da Jacopo

Teresa è la figlia maggiore del signore T***, un gentiluomo che si è ritirato in campagna sui colli Euganei per sfuggire alle prime violenze della folla. Jacopo la conosce mentre sta miniando il proprio ritratto e ne resta subito incantato: nelle lettere la chiama «la divina fanciulla» e la descrive intenta al disegno, all’arpa, alle cure della sorellina Isabellina. È una ragazza colta e sensibile, che Lorenzo descrive appassionata e ingenua, incline a una malinconia affettuosa. Il padre l’ha promessa in sposa a Odoardo, un uomo ricco, per mettere al sicuro la famiglia, impoverita e perseguitata; la madre, che si opponeva alle nozze, vive separata dal marito.

Con Jacopo, Teresa trova per la prima volta qualcuno a cui confidare la propria tristezza. Durante la gita ad Arquà gli dice: «Non sono felice!», e con quelle parole gli rivela la condizione di una ragazza destinata a un matrimonio che non desidera. L’amicizia diventa amore. Una sera di maggio, sotto un gelso, gli confessa di amarlo e si lascia baciare, ma subito dopo si stacca da lui quasi atterrita e da quel momento lo evita: sa di non poter tradire la parola del padre. Divisa tra l’affetto per Jacopo e il dovere verso la famiglia, diventa solitaria e silenziosa, trascura il disegno e l’arpa, viene sorpresa spesso con le lacrime agli occhi. Quando il padre intuisce la verità, Teresa gli si getta tra le braccia e gli confessa tutto; poco dopo avverte Jacopo, sottovoce, che il padre sa ogni cosa.

Mentre Jacopo è lontano, Teresa sposa Odoardo. Pochi giorni prima delle nozze si taglia di nascosto una lunga treccia e la nasconde nella cornice del quadretto che aveva dipinto e regalato alla madre di Jacopo, in cui compare l’amico disteso sull’erba: un gesto segreto che dice ciò che non può confessare. Al ritorno di Jacopo lo evita e ha sempre accanto il marito; nell’ultimo incontro le salgono le lacrime agli occhi, ma non dice una parola. La mattina seguente, mentre esce di casa con Odoardo, sente da Michele che il suo padrone si è ferito e sviene tra le braccia del marito. Nell’ultima lettera Jacopo la dichiara innocente di fronte a tutti. Teresa incarna la virtù sacrificata alle convenienze della famiglia: ama, ma sceglie di obbedire.

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