Di cosa parla
I Canti raccolgono la produzione poetica di Giacomo Leopardi composta tra il 1818 e il 1837, dalle canzoni patriottiche e civili giovanili come All’Italia e Sopra il monumento di Dante agli idilli della maturità, tra cui L’infinito, A Silvia e Il sabato del villaggio, fino ai grandi componimenti filosofici degli ultimi anni come La ginestra. Attraverso forme diverse — canzone, idillio, canto — il libro sviluppa una riflessione costante sulla condizione dell’uomo di fronte a una natura indifferente, sul valore delle illusioni e della memoria, sul rapporto tra la finitezza dell’esistenza individuale e l’infinito dello spazio e del tempo.
Leopardi pubblicò una prima raccolta dei Canti nel 1831 e continuò ad ampliarla negli anni successivi, fino alla morte nel 1837. L’opera è considerata il vertice della lirica italiana dell’Ottocento e uno dei testi fondativi della poesia moderna europea, per la capacità di unire una lingua colta, memore della tradizione petrarchesca, a un pensiero filosofico originale sulla condizione umana. Letta e studiata in ogni ordine di scuola, l’opera ha influenzato generazioni di poeti italiani successivi e resta un punto di riferimento per la riflessione sul rapporto tra uomo, natura e infinito.
Indice
- All’Italia
- Sopra il monumento di Dante
- Ad Angelo Mai
- Nelle nozze della sorella Paolina
- A un vincitore nel pallone
- Bruto minore
- Alla primavera
- Inno ai patriarchi
- Ultimo canto di Saffo
- Il primo amore
- Il passero solitario
- L’infinito
- La sera del dì di festa
- Alla luna
- Il sogno
- La vita solitaria
- Consalvo
- Alla sua donna
- Al conte Carlo Pepoli
- Il risorgimento
- A Silvia
- Le ricordanze
- Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
- La quiete dopo la tempesta
- Il sabato del villaggio
- Il pensiero dominante
- Amore e Morte
- A se stesso
- Aspasia
- Sopra un basso rilievo antico sepolcrale
- Sopra il ritratto di una bella donna
- Palinodia al marchese Gino Capponi
- Il tramonto della luna
- La ginestra
- Imitazione
- Scherzo