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Canti in PDF

Giacomo Leopardi, 175 pagine in formato A5, 316 KB.

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Anteprima

All’Italia

O patria mia, vedo le mura e gli archie le colonne e i simulacri e l’ermetorri degli avi nostri,ma la gloria non vedo,non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchii nostri padri antichi. Or fatta inerme,nuda la fronte e nudo il petto mostri.Oimè! quante ferite,che lividor, che sangue! oh, qual ti veggio,formosissima donna! Io chiedo al cieloe al mondo: — Dite, dite;chi la ridusse a tale? — E questo è peggio,che di catene ha carche ambe le braccia;sí che sparte le chiome e senza velosiede in terra negletta e sconsolata,nascondendo la facciatra le ginocchia, e piange.— Piangi, ché ben hai donde, Italia mia,le genti a vincer natae nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,mai non potrebbe il piantoadeguarsi al tuo danno ed allo scorno;ché fosti donna, or sei povera ancella.Chi di te parla o scrive,che, rimembrando il tuo passato vanto,non dica: — Giá fu grande, or non è quella? —Perché, perché? Dov’è la forza antica?dove l’armi e il valore e la costanza?Chi ti discinse il brando?chi ti tradí? Qual arte o qual faticao qual tanta possanzavalse a spogliarti il manto e l’auree bende?Come cadesti o quandoda tanta altezza in cosí basso loco?Nessun pugna per te? non ti difendenessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solocombatterò, procomberò sol io.Dammi, o ciel, che sia focoagl’italici petti il sangue mio.

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L’edizione

Testo dell’edizione a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari 1917. L’opera è di dominio pubblico; la trascrizione di Wikisource è distribuita con licenza CC BY-SA 4.0, che permette di copiarla e condividerla citando la fonte.

Fonti e edizione di riferimento

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