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Myricae

Colloquio

70 versicirca 4 minuti

Brulli i pioppi nell’aria di vïolasorgono sopra i lecci, sfavillandocome oro: sopra il tetto della scuolasi sfrangia un orlo a fiocchi rosei: quando,
lieve come un sospiro, entra; poi sola,bianca, le mani al cuore, ristà, ansando;gira gli occhi — dov’è la famigliuola? —e ha sui labbri il suo sorriso blando;
ma piange. Oh! sì: son quello: il tuo Giovanni...un po’ mutato. O madre seppellita,che gli altri lasci, oggi, per me; parliamo.
Io devo dirti cosa da molti annichiusa dentro. E non piangere. La vitache tu mi desti — o madre, tu! — non l’amo.

ii

Non piangere. È uno sforzo così mestoviverla senza te questa tua vita!ad ogni gioia è tanto dolor questosubito ricordar te, seppellita!
Dai sogni, oh! brevi, della gioia destoio mi ritrovo a piangere infinita-mente con te: morire! così presto!partire, o madre, come sei partita!
Tu non dovevi. Con quelli occhi in pianto!con quella bimba che parlava appena!Dovevi, o madre pia, dirlo a Dio padre,
che non potevi; e ti lasciasse; e in tantote la guarisse Dio quella tua venache ci si ruppe nel tuo cuore, o madre!

iii

Non piangere.... Sarebbe così belloquesto mondo odorato di mistero!sarebbe la tua via come un sentierocon l’erba intatta, all’ombra dell’ornello.
E nuova tu saresti anche all’amello,anche al frullo d’un passero ciarliero!Ma rasentando il muto cimitero,ti fermeresti pallida al cancello....
E io direi del sonno delle larveche sognano ali, e delle siepi tetrech’hanno nel sonno grappoli di fiori.
Pianger ti lascierei di ciò che sparve;indi sorrideremmo anche alle pietrebianche, là, tra cipressi e sicomori.

iv

Ma... ma tu piangi come non ti vidipiangere mai, nel dolce viso attento.Ma se lo so, con che dolce lamentochiedevi al cielo e con che fiochi gridi,
che ti lasciasse! Quali madri i nidilascian soli pigolare al vento?S’era per mamma, t’avrei qui; lo sento:viva; lo so: perdonami; sorridi.
Ma se lo so: fioccava senza fine;e tu, tra i ceri, con la morte accanto,sentendo gli urli della tramontana,
parlavi, ancora, delle tue bambine;cui non potevi, non potevi, in tanto,cucire i piccoli abiti di lana.

v

Ma sì: la vita mia — non piangere, oranon è poi tanto sola e tanto nera:cantò la cingallegra in su l’aurora,cantava a mezzodì la capinera.
I canarini cantano la seraper la mia cena piccola e canora:poi nell’orto, vedessi a primaveracome il ciclame e l’ulivella odora!
I gerani vedrai, messi al copertodal gelo: qualche foglia ha la cedrina,ricordi? l’erba che piaceva a te....
Sorridi? a questo sbatter d’usci? È certoIda tua che sfaccenda, oggi, in cucina.E Maria? Maria prega, oggi, per me.

31 di dicembre 1892-93.

Glossario

ornello
orniello, frassino dai fiori bianchi profumati.
frulli
rumore d’ali di un uccello che si alza in volo.

A cura di Daniel Kaiser, aggiornato il .