Poeta, San Mauro di Romagna 1855 – Bologna 1912

Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, quarto di dieci figli di Ruggero Pascoli, amministratore di una tenuta agricola della famiglia Torlonia. L'infanzia felice viene bruscamente interrotta nel 1867, quando il padre viene assassinato in un agguato mentre torna…

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Le opere

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Vita

Giovanni Pascoli nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, quarto di dieci figli di Ruggero Pascoli, amministratore di una tenuta agricola della famiglia Torlonia. L'infanzia felice viene bruscamente interrotta nel 1867, quando il padre viene assassinato in un agguato mentre torna a casa in calesse, delitto che resterà senza colpevoli accertati. Nei pochi anni successivi la famiglia è colpita da altri lutti gravissimi, tra cui la morte della madre e di due sorelle e del fratello maggiore: questa serie di perdite, vissuta da Pascoli come la distruzione del nido familiare, segna in modo permanente la sua sensibilità e diventa uno dei temi centrali della sua poesia.

Grazie a una borsa di studio, Pascoli frequenta la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha come maestro Giosuè Carducci. In questi anni giovanili si avvicina per un breve periodo ad ambienti politici di ispirazione socialista e anarchica, tanto da essere arrestato nel 1879 in seguito a una manifestazione e da scontare alcuni mesi di carcere; l'esperienza segna la fine del suo impegno politico diretto. Dopo la laurea intraprende la carriera di insegnante di latino e greco nei licei, per poi ottenere cattedre universitarie che lo portano, nel 1905, a succedere allo stesso Carducci sulla cattedra di letteratura italiana all'Università di Bologna. Per tutta la vita adulta convive con la sorella Maria, detta Mariù, con cui ricostituisce una sorta di nido familiare sostitutivo, prima a Massa e poi, dal 1895, nella casa di Castelvecchio di Barga, in Toscana, che diventa la sua residenza definitiva.

La produzione poetica di Pascoli si apre con Myricae, raccolta pubblicata per la prima volta nel 1891 e progressivamente ampliata fino all'edizione definitiva del 1903, che raccoglie brevi componimenti dedicati a scene di vita rurale e naturale, colti con una tecnica descrittiva minuziosa, fatta di analogie inattese e di un lessico che accoglie termini tecnici e onomatopee. Nel 1897 pubblica il saggio Il fanciullino, testo fondamentale della sua poetica, in cui sostiene che in ogni uomo sopravvive un fanciullo capace di guardare le cose con stupore e meraviglia, e che è compito del poeta dare voce a questo sguardo originario. Nel 1903 esce Canti di Castelvecchio, raccolta che prende il nome dalla sua casa toscana e che, insieme a Myricae, rappresenta il vertice della sua produzione lirica, sviluppando con maggiore ampiezza i temi del ricordo, del lutto familiare e della natura osservata nei suoi dettagli più minuti.

Accanto a questa vena lirica più intima, Pascoli compone anche opere di respiro diverso, come i Poemetti, dedicati alla vita dei campi e degli emigranti, e i Poemi conviviali, ispirati a temi e figure del mondo classico, oltre a discorsi e prose di impegno civile e patriottico, tra cui il celebre discorso La grande proletaria si è mossa, pronunciato in occasione della guerra di Libia del 1911.

Pascoli muore a Bologna nel 1912. Considerato insieme a D'Annunzio uno dei due maggiori poeti italiani a cavallo tra Otto e Novecento, ha rinnovato profondamente il linguaggio poetico italiano, aprendo la strada, con la sua attenzione al dettaglio e alla dimensione simbolica delle piccole cose, a molta della poesia italiana del secolo successivo.

Cronologia

  1. 1855Nasce a San Mauro di Romagna
  2. 1891–1903MyricaeRaccolta di poesie
  3. 1912Muore a Bologna