Scrittore e drammaturgo, Agrigento 1867 – Roma 1936
Luigi Pirandello
Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, in una tenuta di campagna nei pressi della città, da una famiglia benestante legata al commercio dello zolfo. Compie gli studi universitari tra Palermo, Roma e infine Bonn, in Germania, dove si laurea nel 1891 con una tesi dedicata…
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Vita
Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867, in una tenuta di campagna nei pressi della città, da una famiglia benestante legata al commercio dello zolfo. Compie gli studi universitari tra Palermo, Roma e infine Bonn, in Germania, dove si laurea nel 1891 con una tesi dedicata al dialetto della sua città natale. Tornato in Italia, nel 1894 sposa, per un accordo combinato tra le due famiglie, Antonietta Portulano, figlia di un socio in affari del padre, da cui avrà tre figli.
Nei primi anni del Novecento un dissesto finanziario colpisce l'azienda di famiglia, travolgendo anche il patrimonio della moglie: la rovina economica segna profondamente l'equilibrio psichico di Antonietta, che sviluppa un disturbo persecutorio sempre più grave, fino al ricovero definitivo in una casa di cura nel 1919. Questa lunga sofferenza familiare influisce in modo decisivo sulla visione pirandelliana dell'esistenza, incentrata sulla frantumazione dell'identità individuale e sul contrasto tra la vita, mutevole e inafferrabile, e le forme fisse — sociali, familiari, psicologiche — in cui essa si irrigidisce.
Pirandello espone questa concezione nel saggio L'umorismo, pubblicato nel 1908, in cui teorizza uno sguardo capace di cogliere insieme l'aspetto comico e quello doloroso delle contraddizioni umane. Sul piano narrativo, la stessa riflessione trova una delle sue espressioni più compiute nel romanzo Il fu Mattia Pascal, scritto e pubblicato nel 1904, storia di un uomo che, creduto morto, tenta di costruirsi una nuova identità altrove, scoprendo l'impossibilità di vivere davvero al di fuori delle proprie radici e dei legami sociali. Pirandello scrive inoltre centinaia di novelle, poi raccolte nel vasto progetto delle Novelle per un anno, e numerosi romanzi.
A partire dagli anni Dieci e Venti del Novecento Pirandello si dedica sempre più al teatro, di cui diventa uno dei massimi rinnovatori a livello internazionale: opere come Sei personaggi in cerca d'autore, rappresentata nel 1921, ed Enrico IV, del 1922, mettono in scena la crisi dell'identità e la relatività della verità attraverso soluzioni sceniche che rompono la tradizionale separazione tra finzione teatrale e realtà. Nel 1925 fonda a Roma una propria compagnia, il Teatro d'Arte, con cui porta in scena e diffonde all'estero le proprie opere, ottenendo un vasto riconoscimento internazionale.
Nello stesso periodo Pirandello aderisce pubblicamente al Partito nazionale fascista, iscrivendosi nel 1924, in un gesto di adesione al regime allora al potere, pur mantenendo negli anni successivi un rapporto non privo di tensioni con le autorità fasciste. Nel 1926 pubblica il suo ultimo grande romanzo, Uno, nessuno e centomila, elaborato fin dal 1909, che porta alle estreme conseguenze la riflessione sulla dissoluzione dell'identità personale attraverso la vicenda di Vitangelo Moscarda, che scopre di apparire agli altri sotto centomila forme diverse da quella che crede essere la propria.
Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura, massimo riconoscimento internazionale alla sua opera di narratore e drammaturgo. Muore a Roma nel 1936. Considerato tra i maggiori scrittori europei del Novecento, Pirandello ha rinnovato in profondità sia la narrativa sia il teatro italiani, imponendo una riflessione sull'identità e sulla verità che ha influenzato la cultura teatrale mondiale del secolo successivo.
Cronologia
- 1867Nasce a Agrigento
- 1904Il fu Mattia Pascal
- 1936Muore a Roma