La sirena
La sera, fra il sussurrìo lentodell’acqua che succhia la rena,dal mare nebbioso un lamentosi leva: il tuo canto, o Sirena.
E sembra che salga, che salga,poi rompa in un gemito grave.E l’onda sospira tra l’alga,e passa una larva di nave:
un’ombra di nave che sfumanel grigio, ove muore quel grido;che porta con sè, nella bruma,dei cuori che tornano al lido:
al lido che fugge, che scesegià nella caligine, via;che porta via tutto, le chieseche suonano l’avemaria,
le case che su per la balzanel grigio traspaiono appena,e l’ombra del fumo che s’alzatra forse il brusìo della cena.