Cosa succede
Turiddu Macca, figlio della gnà Nunzia, torna dal servizio militare e scopre che Lola, la ragazza con cui parlava dalla finestra prima di partire, si è fidanzata con compare Alfio, un carrettiere di Licodia che possiede quattro muli. Quando la incontra, la lascia con parole amare.
Lola sposa Alfio e la domenica mostra dal ballatoio gli anelli d’oro del marito. Per farle dispetto Turiddu va a lavorare come camparo da massaro Cola, il vicino ricco, e corteggia sua figlia Santa, che lo ascolta volentieri alla finestra. Lola, gelosa, lo richiama, e Turiddu comincia a frequentare la sua casa mentre il marito è in giro per le fiere; Santa se ne accorge e, quando Alfio torna, gli rivela che Turiddu entra di notte in casa sua.
La vigilia di Pasqua Alfio raggiunge Turiddu all’osteria, rifiuta il bicchiere che gli viene offerto e lo sfida; i due si abbracciano e Turiddu gli morde l’orecchio in segno di promessa solenne. A casa chiede alla madre un bacio, come quando era partito soldato. All’alba i rivali si affrontano con il coltello tra i fichidindia della Canziria. Turiddu ammette di avere torto, ma dice che ucciderà Alfio per non far piangere la sua vecchia, e lo ferisce; il carrettiere gli getta una manciata di polvere negli occhi e lo colpisce tre volte. Turiddu cade senza riuscire nemmeno a chiamare la madre.
Perché è importante
La novella rappresenta il codice d’onore della società contadina, in cui l’offesa al marito si lava con il sangue e la sfida segue regole precise. Dietro l’amore e la gelosia agisce però anche la roba: Lola preferisce il carrettiere con i muli e l’oro al soldato povero, e Turiddu corteggia Santa anche perché è ricca. Il titolo, che richiama gli ideali cavallereschi, suona ironico per un duello tra i fichidindia deciso da un gesto sleale.
Il racconto procede per scene rapide e dialoghi, ricchi di proverbi e modi di dire popolari, e il narratore non commenta mai i fatti. È una delle novelle più famose di Verga: l’autore stesso ne ricavò un dramma teatrale, rappresentato nel 1884, e Pietro Mascagni ne trasse un’opera lirica nel 1890. Il tema dell’onore la accosta a Jeli il pastore e a Pentolaccia.
Passi da ricordare
«La volontà di Dio la fate col tira e molla come vi torna conto!»: Turiddu rinfaccia a Lola di nascondere dietro la religione una scelta dettata dall’interesse.
«mentre voi siete via vostra moglie vi adorna la casa!»: con un’espressione allusiva Santa rivela il tradimento e mette in moto la tragedia.
«Come è vero Iddio so che ho torto e mi lascierei ammazzare»: Turiddu riconosce la propria colpa, ma il pensiero della madre lo spinge a battersi fino in fondo.
«questa è per la casa che tu m’hai adornato»: Alfio riprende le parole di Santa e trasforma l’ultimo colpo in una vendetta dichiarata.