Cosa succede
La novella si apre con una lettera all’amico Farina, a cui lo scrittore offre non un racconto ma l’abbozzo di un fatto vero, raccolto dalla voce popolare. Nel romanzo del futuro, spiega, la mano dell’artista dovrà restare invisibile e l’opera sembrerà nata da sé.
Poi comincia la storia. Lungo il Simeto soldati e carabinieri danno la caccia da due mesi al brigante Gramigna, che fugge senza sosta. A Licodia Peppa, una delle ragazze più belle, deve sposare compare Finu, detto candela di sego, un giovane benestante; all’improvviso rifiuta le nozze dicendo di amare Gramigna, che non ha mai visto. La madre la chiude in casa, ma quando si sparge la voce che il brigante è circondato nei fichidindia di Palagonia, Peppa fugge dalla finestra e lo raggiunge.
Gramigna, ferito e affamato, vuole scacciarla; poi la manda a prendere acqua al torrente sotto il fuoco dei soldati e, quando lei torna ferita, le permette di restare. Peppa lo segue e lo serve, e lui la picchia quando torna a mani vuote. Catturato con una gamba spezzata, Gramigna viene portato in paese su un carro, e la gente ride vedendolo piccolo, pallido e brutto. Anche Peppa è arrestata; la madre vende il corredo per pagare gli avvocati e la riporta a casa con il figlio di Gramigna. Morta la madre, Peppa si trasferisce in città vicino al carcere e, quando Gramigna viene portato oltre il mare, resta lì a fare servizi ai carabinieri, per i quali prova un’ammirazione quasi reverente, e insegue a sassate i ragazzi che chiamano suo figlio «il figlio di Gramigna».
Perché è importante
La lettera iniziale è uno dei testi teorici più importanti del verismo. Rivolta allo scrittore Salvatore Farina, afferma che l’arte deve presentare il fatto nudo e schietto e che l’autore deve eclissarsi nell’opera, come se questa si fosse fatta da sé. La storia che segue applica il principio: il narratore riferisce i fatti con le parole della gente, senza spiegare i sentimenti di Peppa.
La vicenda mostra una passione nata dal sentito dire, dal mito del brigante di cui tutti parlano, e capace di rovinare una ragazza ricca e rispettata. Il finale, con Peppa che rivolge la sua devozione ai carabinieri, suggerisce che ciò che la attirava era la forza. Il tema dell’amore irrazionale lega la novella a La Lupa.
Passi da ricordare
«la mano dell’artista rimarrà assolutamente invisibile»: è la formula più nota dell’impersonalità verista.
«Io non l’ho visto. Ne ho sentito parlare»: Peppa confessa che il suo amore è nato soltanto dai racconti su Gramigna.
«Vattene! cosa m’importa? ciascuno per la sua pelle!»: la prima reazione del brigante mostra quanto la passione di Peppa sia lontana dalla realtà.
«lo strofinacciolo dei carabinieri»: il soprannome dato a Peppa segna la sua degradazione e la sua strana dedizione a chi ha catturato il suo uomo.