Il pesco
a Adolfo Cipriani
Penso a Livorno, a un vecchio cimiterodi vecchi morti; ove a dormir con essiniuno più scende; sempre chiuso; nerod’alti cipressi.
Tra i loro tronchi che mai niuno vede,di là dell’erto muro e delle portech’hanno obliato i cardini, si credemorta la Morte,
anch’essa. Eppure, in un bel dì d’Aprile,sopra quel nero vidi, roseo, fresco,vivo, dal muro sporgere un sottileramo di pesco.
Figlio d’ignoto nòcciolo, d’allorasei tu cresciuto tra gli ignoti morti?ed ora invidii i mandorli che indoral’alba negli orti?
od i cipressi, gracile e selvaggio,dimenticàti, col tuo riso allieti,tu trovatello in un eremitaggiod’anacoreti?