O mani d’oro, le cui tenui ditamenano i tenui fili ad escir fioridal bianco bisso, e sì, che la fioritasembra che odori;
o mani d’oro, che leggiere andando,rigasi il lin, miracolo a vederlo,qual seccia arata nell’autunno, quandochioccola il merlo;
o mani d’oro, di cui l’opra alternasommessamente suona senza posa,mentre vi mira bionde la lucernasilenzïosa:
or m’apprestate quel che già chiedevofunebre panno, o tenui mani d’oro,però che i morti chiamano e ch’io devoesser con loro.
Ma non sia raso stridulo, non siapuro amïanto; sia di que’ sinceriteli, onde grevi a voi lasciò la piamadre i forzieri;
teli, a cui molte calcole sonareudì San Mauro e molte alate spole:un canto a tratti n’emergea di chiare,lente, parole:
teli, che a notte biancheggiar sul fienovidi con occhio credulo d’incanti,ne’ prati al plenilunio serenoriscintillanti.
mentre vi mira bionde la lucerna
silenziosa...