La vite e il cavolo
Dal glauco e pingue cavolo si togliee fugge all’olmo la pampinea vite,ed a sè, tra le branche inaridite,tira il puniceo strascico di foglie.
Pace, o pampinea vite! Aureo s’accoglieil sol nel lungo tuo grappolo mite;aurea la gioia, e dentro le brunitecoppe ogni cura in razzi d’oro scioglie.
Ma, nobil vite, alcuna gloria è spessopur di quel gramo, se per lui l’oscuropaiol borbotta con suo lieve scrollo;
e il core allegra al pio villan, che d’essotrova odorato il tiepido abituro,mentre a’ fumanti buoi libera il collo.