Cosa succede
Geppetto vive in una stanzetta al piano terra, con una sedia malandata, un letto scomodo e un tavolino rovinato; sulla parete di fondo il fuoco del camino e la pentola che bolle sono soltanto dipinti. Appena arrivato si mette al lavoro e decide di chiamare il burattino Pinocchio, un nome che secondo lui porterà fortuna.
Mentre lo intaglia, ogni parte prende vita. Gli occhi appena finiti lo fissano, il naso cresce sempre di più per quanto Geppetto provi ad accorciarlo, la bocca ride di lui e gli fa la linguaccia. Appena ha le mani, il burattino gli strappa la parrucca gialla e se la mette in testa; appena ha i piedi, gli tira un calcio sul naso. Geppetto, rattristato, si asciuga una lacrima.
Quando impara a camminare, Pinocchio esce di corsa e scappa per la strada, con Geppetto che lo insegue invano tra le risate dei passanti. Un carabiniere lo blocca afferrandolo per il naso e lo riconsegna al padre, che vorrebbe tirargli le orecchie ma scopre di essersi dimenticato di scolpirle. Mentre Geppetto lo riporta a casa minacciando di fare i conti, Pinocchio si butta a terra e non vuole più camminare. Intorno si raduna una folla di curiosi, che compatisce il burattino e descrive Geppetto come un tiranno capace di farlo a pezzi. Il carabiniere allora lascia libero Pinocchio e porta in prigione Geppetto, che piange e si rimprovera di non averci pensato prima.
Perché è importante
In queste pagine nasce il protagonista, e con lui il rapporto tra padre e figlio su cui si regge il romanzo: Geppetto parla al burattino come a un figlio già prima di averlo finito. La miseria della casa, con il fuoco e la pentola dipinti, tornerà nel capitolo 5, quando Pinocchio affamato proverà a scoperchiare quella pentola. Anche il naso che cresce compare già qui, molto prima che il libro lo leghi alle bugie.
La seconda parte mostra un’ingiustizia: la gente giudica dalle apparenze e a pagare è l’innocente, mentre il colpevole torna libero. Il capitolo successivo si apre proprio ricordando che Geppetto finisce in prigione senza avere colpa.
Passi da ricordare
«Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina»: la battuta sulla famiglia dei Pinocchi mescola l’augurio di fortuna con la realtà della miseria.
«Non sei ancora finito di fare, e già cominci a mancar di rispetto a tuo padre!»: il primo rimprovero di Geppetto definisce subito il loro legame come quello tra un padre e un figlio.
«Dovevo pensarci prima!»: Geppetto ripete questa frase due volte, attribuendo a sé stesso la colpa delle monellerie del burattino.