Poeta, Reggio Emilia 1474 – Ferrara 1533
Ludovico Ariosto
Ludovico Ariosto nasce nel 1474 a Reggio Emilia, dove il padre Niccolò, funzionario al servizio della famiglia estense, si trova temporaneamente per motivi di incarico; la famiglia si trasferisce poco dopo a Ferrara, città a cui Ariosto resterà legato per tutta la vita. Su…
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Vita
Ludovico Ariosto nasce nel 1474 a Reggio Emilia, dove il padre Niccolò, funzionario al servizio della famiglia estense, si trova temporaneamente per motivi di incarico; la famiglia si trasferisce poco dopo a Ferrara, città a cui Ariosto resterà legato per tutta la vita. Su volontà paterna intraprende gli studi di legge presso lo Studio ferrarese, ma li abbandona presto per dedicarsi alle lettere classiche, studiando greco e latino sotto la guida dell'umanista Gregorio da Spoleto.
Alla morte del padre, nel 1500, Ariosto si trova a dover provvedere al sostentamento di una famiglia numerosa, circostanza che lo costringe a cercare un impiego stabile: entra così al servizio del cardinale Ippolito d'Este come cortigiano e funzionario, incarico che comporta frequenti missioni diplomatiche, vissute dal poeta come un peso che lo distoglie dalla scrittura. In questi anni compone comunque alcune commedie in prosa e in versi ispirate ai modelli della commedia latina, tra cui La Cassaria e I Suppositi, tra le prime commedie regolari della tradizione teatrale italiana moderna.
I rapporti con il cardinale Ippolito si deteriorano fino alla rottura del 1517, quando Ariosto rifiuta di seguirlo in Ungheria; passa allora al servizio del duca Alfonso I d'Este, fratello del cardinale. Tra il 1522 e il 1525 viene inviato come governatore nella Garfagnana, regione montuosa e turbolenta afflitta dal banditismo, incarico gravoso che tuttavia svolge con equità e diligenza, come testimoniano anche le lettere dell'epoca.
L'opera a cui Ariosto lavora per gran parte della vita, rielaborandola più volte, è l'Orlando furioso, poema cavalleresco in ottave concepito come continuazione dell'incompiuto Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo. Il poema, scritto tra il 1505 e il 1532, intreccia la vicenda della follia del paladino Orlando, reso pazzo dall'amore non corrisposto per Angelica, con numerose altre trame secondarie, tra cui quella degli amori tra Ruggiero e Bradamante, capostipiti leggendari della famiglia d'Este, in un omaggio dinastico ai signori di Ferrara. Pubblicato una prima volta nel 1516 in quaranta canti, viene ampliato e rifinito dall'autore fino all'edizione definitiva del 1532, in quarantasei canti, pubblicata l'anno prima della morte, in cui la materia cavalleresca medievale si fonde con un gusto rinascimentale per l'ironia, la varietà narrativa e l'equilibrio formale.
Accanto al poema, Ariosto compone anche le Satire, lettere in versi di tono confidenziale e autobiografico ispirate al modello oraziano, in cui riflette con understatement sulla propria vita e sulla condizione di cortigiano. Negli ultimi anni si ritira in una piccola casa a Ferrara, che fa costruire secondo il proprio gusto, dedicandosi alla cura di un giardino e alla continua revisione del Furioso. Muore a Ferrara nel 1533. Con il suo poema, Ariosto ha lasciato uno dei capolavori assoluti della letteratura italiana e uno dei testi più influenti sulla tradizione epico-cavalleresca europea dei secoli successivi.
Cronologia
- 1474Nasce a Reggio Emilia
- 1505–1532Orlando furioso
- 1533Muore a Ferrara