Di cosa parla
L’Orlando furioso continua le vicende narrate da Matteo Maria Boiardo nell’Orlando innamorato e intreccia numerosi filoni narrativi attorno alla guerra tra cristiani e saraceni intorno a Parigi. Il filo conduttore è la follia d’amore di Orlando, paladino di Carlo Magno, che perde la ragione quando scopre che Angelica, la donna di cui è innamorato, si è unita al giovane saraceno Medoro; la sua pazzia sarà infine curata da Astolfo, che recupera sulla Luna il senno perduto del paladino. Accanto a questa vicenda si sviluppano molte altre storie di guerra, amore e avventura, tra cui quella di Ruggiero e Bradamante, guerrieri destinati a sposarsi e a dare origine, secondo la finzione del poema, alla casata estense. Il racconto procede per continui spostamenti tra le diverse trame, con un narratore che interrompe e riprende le vicende secondo la tecnica dell’entrelacement.
Composto in più fasi tra il 1505 e il 1532, con una prima edizione uscita nel 1516, l’Orlando furioso è scritto in ottave e conta quarantasei canti. L’opera fonde il mondo della tradizione cavalleresca medievale con la sensibilità ironica e disincantata del Rinascimento, alternando toni epici, comici e malinconici in un equilibrio narrativo che ne ha fatto uno dei vertici della poesia italiana. La varietà delle storie, la leggerezza dello stile e l’invenzione fantastica hanno garantito al poema una fortuna ininterrotta, influenzando la letteratura europea successiva, dal poema epico alla narrativa fantastica.