Di cosa parla
La Gerusalemme liberata narra, in venti canti di ottave, l’ultimo anno della prima crociata e la conquista di Gerusalemme da parte dell’esercito cristiano guidato da Goffredo di Buglione. Al racconto storico degli scontri tra cristiani e musulmani si intrecciano vicende d’amore e di magia: la passione tragica tra il guerriero Tancredi e la saracena Clorinda, che muore per mano dell’amato senza essere riconosciuta, e quella tra il paladino Rinaldo e la maga Armida, che lo seduce e lo allontana dalla guerra prima che egli vi faccia ritorno. Il poema alterna momenti di battaglia a episodi lirici e fantastici, popolati da incantesimi, giardini incantati e interventi soprannaturali, mantenendo però come orizzonte costante il compimento dell’impresa voluta da Dio.
Elaborata tra il 1565 e il 1575 e pubblicata nel 1581, dopo un lungo lavoro di revisione dovuto anche ai dubbi religiosi dell’autore su alcuni episodi, la Gerusalemme liberata rappresenta il tentativo più riuscito di scrivere un poema epico regolare secondo i principi della Controriforma, unendo il modello classico all’eredità del poema cavalleresco. La tensione tra il rigore dell’ideale religioso e il fascino delle passioni umane, resa con una lingua musicale e patetica, ha fatto dell’opera un punto di riferimento per l’epica successiva e per la poesia barocca e romantica in Europa.