Cosa succede
In una notte di pioggia la Santuzza caccia dall’osteria ’Ntoni, ubriaco, che tira fuori il coltello e minaccia lei e don Michele. Con lui ci sono Rocco Spatu, Cinghialenta e il figlio della Locca, perché quella notte c’è da fare. Incrociano don Michele e vanno a bere nella bottega di Vanni Pizzuto, che conferma l’arrivo della merce di contrabbando, offre il suo magazzino e insinua che il brigadiere esca dalla casa delle Malavoglia.
Don Michele, infatti, è andato a bussare alla porta di Lia per avvertirla: il fratello deve restare in casa quella notte, altrimenti finirà in galera. Lia, che ha finito per accettare da lui un fazzoletto di seta, piange e prega che ’Ntoni passi di lì. Ma il giovane, per non farsi sentire dai suoi, prende un’altra strada. Sulla sciara i quattro aspettano invano un segnale dal mare; quando scendono verso la strada, le guardie gridano «Chi va là!». ’Ntoni si trova faccia a faccia con don Michele, che ha la pistola in pugno, e lo colpisce al petto con il coltello; viene arrestato con il figlio della Locca, mentre gli altri fuggono.
La mattina la cugina Anna porta la notizia a padron ’Ntoni, che si dispera; Piedipapera finge dispiacere, e solo la Nunziata corre a piangere con Mena. Il nonno spende i risparmi della casa per l’avvocato Scipioni. Al processo, dove tra i testimoni ci sono Barbara Zuppidda, comare Grazia, lo speziale e la Santuzza, l’avvocato sostiene che il contrabbando non c’entra e che la coltellata è nata da una rivalità per questioni di donne: don Michele, dice, andava ogni sera nella strada del Nero per Lia. Padron ’Ntoni sviene, ’Ntoni scuote la testa, e la sentenza lo condanna a cinque anni. Comare Grazia corre a rimproverare Lia, che resta come stordita, ripete che vuole andarsene e la sera stessa lascia il paese; nessuno la vedrà più.
Perché è importante
È il culmine della vicenda. La coltellata nasce da un groviglio di rancori, interessi e pettegolezzi in cui ’Ntoni è la pedina più debole, mentre chi trae guadagno dal contrabbando, come Pizzuto e Piedipapera, resta al sicuro. La giustizia appare al paese come un mondo estraneo e minaccioso, da cui tutti cercano di tenersi lontani.
La strategia dell’avvocato alleggerisce la posizione di ’Ntoni, ma distrugge l’onore di Lia e, con esso, l’ultima speranza della famiglia di tornare rispettata. La fuga della ragazza e il crollo del nonno preparano la conclusione del romanzo nel capitolo XV.
Passi da ricordare
«ventre affamato non sente ragione»: il proverbio spiega perché ’Ntoni ignora gli avvertimenti e segue i contrabbandieri.
«Ma il Signore non ve lo mandò»: la frase secca del narratore chiude la preghiera di Lia e annuncia la catastrofe.
«Alla casa del povero ognuno ha ragione»: l’avvocato usa la saggezza popolare per difendere ’Ntoni, ma il suo discorso finirà per colpire Lia.
«L’hanno condannato ai ferri, per cinque anni»: la notizia corre tra la folla mentre il nonno, svenuto, viene portato fuori dal tribunale.