Padron ’Ntoni è il vecchio capo della famiglia Toscano, che ad Aci Trezza tutti chiamano Malavoglia. Vive nella casa del nespolo con il figlio Bastianazzo, la nuora Maruzza e i cinque nipoti, e lavora con loro sulla Provvidenza, la vecchia barca di famiglia. Governa la casa come si governa una barca: decide, comanda e assegna a ciascuno il suo compito, convinto che nessuno possa farcela da solo. Ragiona per proverbi, imparati dagli antichi e ripetuti in ogni occasione; il primo che il romanzo gli fa dire riassume la sua idea di famiglia: «Per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altro».
Quando il nipote ’Ntoni parte per la leva di mare, padron ’Ntoni cerca di rimediare con un affare: compra a credito dallo zio Crocifisso un carico di lupini da rivendere a Riposto. La Provvidenza fa naufragio, Bastianazzo muore e i lupini vanno perduti; il vecchio, però, rifiuta le scappatoie suggerite dall’avvocato e vuole pagare il debito, perché i Malavoglia sono sempre stati galantuomini. Da allora le disgrazie non si fermano: il nipote Luca muore nella battaglia di Lissa, la casa del nespolo finisce ai creditori, lui stesso resta per giorni tra la vita e la morte dopo una burrasca, Maruzza muore di colera e ’Ntoni se ne va in cerca di fortuna. Il nonno continua a lavorare e a risparmiare soldo su soldo per ricomprare la casa, ma quando ’Ntoni, tornato povero, si rovina con il contrabbando e accoltella il brigadiere don Michele, il processo gli toglie le ultime forze: in tribunale, sentendo parlare di Lia, si sente male e deve essere portato via.
Negli ultimi capitoli padron ’Ntoni è un vecchio curvo e quasi cieco, che ripete proverbi senza senso e a chi gli chiede che cosa aspetti risponde che aspetta la morte, perché «lo sfortunato ha i giorni lunghi». Per non consumare i risparmi dei nipoti chiede lui stesso di essere portato all’ospedale, e lì muore proprio quando Alessi ha riscattato la casa e la famiglia va a riprenderlo. Padron ’Ntoni rappresenta il mondo della tradizione, fondato sul lavoro, sull’onore e sull’obbedienza alle regole dei padri: il romanzo ne mostra la dignità, ma anche l’impotenza di fronte alla miseria, alle novità portate dal nuovo Stato, come la leva e le tasse, e ai giovani che non vogliono più vivere come lui.