Libri di dominio pubblico

I Malavoglia

Maruzza la Longa

La madre, moglie di Bastianazzo

Maruzza, detta la Longa, è la moglie di Bastianazzo e la madre di ’Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. Nel primo capitolo il narratore la presenta come «una piccina che badava a tessere, salare le acciughe, e far figliuoli, da buona massaia». È una donna che parla poco e non discute le decisioni degli uomini: quando padron ’Ntoni combina l’affare dei lupini, se ne sente il cuore nero ma tace, perché non è affar suo, e prepara in silenzio tutto il necessario per il viaggio della barca.

La notte della tempesta aspetta sulla sciara con i figli, e dopo la morte del marito resta a lungo immobile ai piedi del letto, come se non avesse più nulla da fare. Poco dopo vede partire Luca per il servizio militare sotto la pioggia, senza accompagnarlo alla stazione, e quando arriva la notizia che è morto nella battaglia di Lissa si ammala per il dolore. Nonostante tutto continua a lavorare: tesse per gli altri, va al lavatoio, vende sulla porta arance, uova e olive per mettere da parte i soldi della casa. Quando ’Ntoni comincia a parlare di partire, è lei a capire per prima che cosa lo tormenta e a chiedergli: «Dimmelo a me che son tua madre!» Il figlio promette di restare, ma poco dopo Maruzza muore di colera, lontano dalla casa del nespolo che la famiglia ha perduto.

La Longa è il centro affettivo della famiglia, la figura che tiene insieme i suoi con il lavoro, la pazienza e la preoccupazione continua per chi è lontano. Dopo la sua morte la casa si sgretola: ’Ntoni parte, Mena deve prenderne il posto e il nonno non si dà pace che sia morta fuori dalla sua casa. Il suo ricordo accompagna i figli fino all’ultima pagina, quando ’Ntoni, prima di andarsene per sempre, ripensa al letto che la madre bagnava di lacrime ogni volta che lui voleva partire.

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