Cosa succede
È un brutto Natale per i Malavoglia. Anche Luca è chiamato alla leva e parte sotto la pioggia, senza voler essere accompagnato alla stazione; il narratore anticipa che non tornerà più. Rimessa a nuovo da mastro Turi Zuppiddu, la Provvidenza torna in mare tra la folla, mentre Barbara Zuppidda spazza i trucioli e scherza con ’Ntoni. Alfio Mosca dice a Mena che ora la mariteranno con Brasi Cipolla e che lui forse partirà, perché in paese non avrà più lavoro. La Longa ripensa al marito, che non ha potuto vedere quella festa, e la famiglia fa progetti con le uova, la tela e la provvista del sale, per pagare il debito e non essere cacciata di casa.
In paese scoppia intanto una piccola rivoluzione contro il dazio sulla pece. La Zuppidda accusa don Silvestro, che non ha voluto come genero, le donne gridano sugli usci, lo speziale don Franco predica sottovoce la repubblica e all’osteria si beve e si minaccia. Il sindaco, mastro Croce Callà detto Baco da seta, è comandato dalla figlia Betta e non sa che fare senza don Silvestro, il quale manovra tutti: alla Zuppidda promette di far nominare assessore il marito, e si dice sicuro che alla fine i Zuppiddi gli daranno Barbara. La seduta del consiglio, a cui si presentano solo Peppi Naso e Piedipapera, finisce in insulti e senza decisioni.
La sera ’Ntoni si azzuffa nel fango con Piedipapera, che ha sparlato dei Zuppiddi, e poi dichiara davanti a tutti che sposerà Barbara; la ragazza è d’accordo, se il nonno dirà di sì. A casa, però, padron ’Ntoni gli ricorda che prima deve maritarsi Mena e che un tempo i figli chiedevano il consenso ai padri. ’Ntoni maledice la sua sorte e dice che il fratello Luca, soldato, sta meglio di lui.
Perché è importante
Il capitolo alterna la storia della famiglia a una commedia paesana. La rivolta contro il dazio mostra una politica fatta di interessi privati, rancori e matrimoni mancati, in cui il vero potere è in mano a don Silvestro; i Malavoglia, invece, restano estranei al chiasso e pensano soltanto al debito. Il varo della Provvidenza, con la riflessione del narratore sulle cose che si rinnovano, porta una breve speranza.
Cresce però il conflitto tra padron ’Ntoni e il nipote. Il vecchio difende l’ordine della famiglia, in cui si decide insieme e si rispettano i tempi; ’Ntoni sente questo ordine come un peso che gli impedisce di vivere. L’annuncio della morte di Luca prepara la notizia di Lissa, nel capitolo IX.
Passi da ricordare
«Ma Dio non gliene diede giorni lunghi, appunto perchè era fatto di quella pasta»: il narratore anticipa con amarezza la sorte di Luca, il nipote più simile al nonno.
«Tu bada ai fatti tuoi, chè tutti costoro gridano ognuno pel suo interesse»: padron ’Ntoni giudica la rivolta con la diffidenza di chi ha a cuore soltanto il lavoro e il debito.
«ascolta i vecchi e non la sbagli»: il proverbio riassume l’autorità tradizionale che ’Ntoni comincia a rifiutare.
«Perchè son tornato dunque da soldato?»: lo sfogo di ’Ntoni rivela quanto la vita del paese gli sembri ormai stretta.