Nel parco
a Mario Racah
Certo il signore, e la chiomata moglie,partì pe’ campi, chè già il tordo zirla:muto, tra un’ampia musica di foglie(dolce sentirla
d’autunno, a tarda notte, se il libecciosoffia con lunghi fremiti sonori),muto è il palazzo. S’ode un cicalecciodi tra gli allori;
un cicaleccio donde acuti appellis’alzano come strilli di piviere:il gatto è fuori: ruzzano i monellidel giardiniere.
Torvo, aggrondato, il candido palazzoformicolare a’ piedi suoi li mira;e sì n’echeggia un cupo, a quel rombazzo,battito d’ira;
ma non s’adira il giovinetto alloro,il leccio, il pioppo tremulo ed il lentosalice: a prova corrono con loro;cantano al vento.