Pervinca
So perchè sempre ad un pensier di cielomisterïoso il tuo pensier s’avvinca,sì come stelo tu confondi a stelo,vinca pervinca:
io ti coglieva sotto i vecchi tronchinella foresta d’un convento oscura,o presso l’arche, tra vilucchi e bronchi,lungo la mura.
Solo tra l’arche errava un cappuccino;pareva spettro da quell’arche uscito,bianco la barba e gli occhi d’un turchinovuoto, infinito;
come il tuo fiore: e io credea vedereocchi di cielo, dallo sguardo fiso,d’anacoreti, allo svoltar, tra nereombre, improvviso;
e il bosco alzava, al palpito del vento,una confusa e morta salmodia,mentre squillava, grave, dal conventol’avemaria.