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Myricae

Campane a sera

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Odi, sorella, come note al corequelle nel vespro tinnule campaneempiono l’aria quasi di sonoregrida lontane?
A quel tumulto aereo rispondedal cuore un fioco scampanìo, sì lieve,come stormeggi, dietro macchie fonde,candida pieve.
Forse una pieve ne’ cilestri montila sagra annunzia ad ogni casolare,onde si fece a’ placidi tramontilungo parlare;
ed or, sospeso il ticchettìo dell’ago,guardano donne verso la marina,seguendo un fiocco di bambagia, vago,che vi s’ostina.
Grandi occhi, sotto grandi archi di ciglia,guardano il cielo, empiendosi di raggi,là dove l’aria allumina vermigliaboschi di faggi.
Voci soavi, voi tinnite a festada così strana e cupa lontananza,che là si trova il desiderio, e restaqua la speranza.
Io mi rivedo in un branchetto argutodi biondi eguali su per l’Appenninoopaco d’elci: o snelle, vi saluto,torri d’Urbino!
Vi riconosco, o due sottili torri,vi riconosco, o memori Cesanefolte di lazzi cornïoli i borrie d’avellane.
Vaga lo stuolo delle rosee bocchepe’ clivi, e sparge nella via maestramesse di fiordalisi e l’auree ciocchedella ginestra.
Nella via bianca il novo drappo svariacoi rosolacci e le sottili felci;e par che attenda, nella solitariaombra dell’elci;
pare che attenda nella via tranquilla,sotto quest’ampio palpito sonoro,uno dai neri monti su cui brillaporpora e oro.

Glossario

pieve
chiesa di campagna.
avellane
nocciole.
rosolacci
papaveri selvatici.

A cura di Daniel Kaiser, aggiornato il .