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Riassunto

Riassunto: Capitolo 4

Cosa succede

Mentre Geppetto viene portato in prigione, Pinocchio torna a casa correndo attraverso i campi. Chiude la porta con il chiavistello e si siede per terra soddisfatto, ma nella stanza sente un verso: sulla parete sta salendo un grosso grillo, il Grillo-parlante, che abita lì da più di cent’anni.

Pinocchio gli ordina di andarsene, ma il Grillo vuole prima dirgli una verità: i ragazzi che si ribellano ai genitori e scappano di casa non avranno mai bene e prima o poi se ne pentiranno. Il burattino risponde che l’indomani all’alba se ne andrà, per non essere mandato a scuola, perché preferisce correre dietro alle farfalle e salire sugli alberi a prendere gli uccellini. Il Grillo gli predice che da grande diventerà un somaro e gli consiglia almeno di imparare un mestiere. Pinocchio ribatte che l’unico mestiere che gli piace è mangiare, bere, dormire e fare il vagabondo, e il Grillo, con calma, gli ricorda che chi vive così finisce all’ospedale o in prigione.

Quando il Grillo gli dice che gli fa compassione, perché è un burattino e ha la testa di legno, Pinocchio, infuriato, gli scaglia contro un martello di legno preso dal banco. Forse non voleva colpirlo, ma lo prende proprio sulla testa, e il Grillo muore restando attaccato alla parete.

Perché è importante

Il Grillo-parlante è la prima voce della coscienza che Pinocchio incontra, e il capitolo mette in scena il conflitto che attraversa tutto il libro: da una parte il dovere, cioè la scuola, il lavoro e il rispetto per i genitori, dall’altra il desiderio di divertirsi senza fare fatica. La reazione del burattino è quella annunciata dalla rubrica: non sopporta di essere corretto da chi ne sa più di lui, e passa dall’insolenza alla violenza.

La morte del Grillo non chiude la sua storia. Già nel capitolo successivo Pinocchio, solo e affamato, riconoscerà che aveva ragione, e il Grillo tornerà sotto forma di ombra nel capitolo 13 e come medico nel capitolo 16. Anche la previsione del somaro avrà un seguito, perché più avanti nel romanzo Pinocchio si trasformerà davvero in un asino.

Passi da ricordare

«Guai a quei ragazzi che si ribellano ai loro genitori, e che abbandonano capricciosamente la casa paterna»: è l’avvertimento che Pinocchio ricorderà soltanto quando si troverà nei guai.

«Quello di mangiare, bere, dormire, divertirmi, e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo»: con questa risposta il burattino descrive la vita senza fatica che inseguirà per gran parte del libro.

«Perchè sei un burattino e, quel che è peggio, perchè hai la testa di legno»: l’offesa scatena la collera di Pinocchio e porta alla morte del Grillo.