Cosa succede
Appena sazio, Pinocchio comincia a piangere perché vuole un paio di piedi nuovi. Per punirlo, Geppetto lo lascia disperarsi per mezza giornata, poi gli chiede perché dovrebbe rifarglieli, se il risultato sarà vederlo scappare di nuovo. Pinocchio promette di essere buono, di andare a scuola e di imparare un mestiere per sostenere il padre nella vecchiaia, e Geppetto osserva che tutti i ragazzi dicono così quando vogliono ottenere qualcosa. Ha però gli occhi pieni di lacrime e, senza aggiungere altro, si mette al lavoro: in meno di un’ora i piedi sono pronti, e mentre Pinocchio finge di dormire glieli incolla così bene che non si vede nemmeno il segno.
Felice, il burattino salta e fa capriole, e per ricompensare il babbo annuncia che vuole andare subito a scuola; prima, però, gli serve un vestito. Geppetto, che non ha un centesimo, gli prepara un vestitino di carta a fiori, un paio di scarpe di corteccia e un berretto di mollica di pane. Pinocchio si specchia in una catinella d’acqua e si sente un signore, ma poi si accorge che gli manca l’abbecedario. Nessuno dei due ha i soldi per comprarlo, ed entrambi si fanno tristi.
All’improvviso Geppetto indossa la sua vecchia casacca piena di toppe ed esce di corsa. Torna poco dopo con l’abbecedario in mano ma senza casacca, in maniche di camicia, mentre fuori nevica. A Pinocchio che gli chiede dove sia la casacca risponde di averla venduta perché gli faceva caldo. Il burattino capisce al volo e, con uno slancio del suo buon cuore, gli salta al collo e lo copre di baci.
Perché è importante
La vendita della casacca è il sacrificio più grande che Geppetto compie in questi capitoli, e la sua bugia affettuosa, detta per non far pesare il dono al figlio, è l’opposto delle bugie che Pinocchio racconterà alla Fata nel capitolo 17. La scuola appare come la strada per uscire dalla miseria, e l’abbecedario, pagato con il freddo del padre, diventa il simbolo di questa speranza.
Le promesse di Pinocchio, invece, sono tante e solenni, e il lettore ha motivo di dubitarne: nel capitolo 9 il burattino venderà proprio quell’abbecedario per entrare al teatro dei burattini, e il suo vestito di carta, le scarpe di corteccia e il berretto di pane saranno derisi da un ragazzo del paese.
Passi da ricordare
«Io sono più buono di tutti e dico sempre la verità»: la promessa è così esagerata che suona già come una vanteria.
«la miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi»: il narratore mostra che anche il burattino, per quanto allegro, capisce che cosa significa essere poveri.
«Perchè mi faceva caldo»: la risposta di Geppetto nasconde il sacrificio dietro una scusa affettuosa.