Cosa succede
Ripresi i sensi, Dante si trova nel terzo cerchio, dove cade in eterno una pioggia fredda e pesante di grandine, acqua sporca e neve. Qui sono puniti i golosi, stesi a terra nel fango maleodorante. Su di loro latra Cerbero, belva a tre gole con occhi rossi e mani artigliate, che graffia e squarta le anime; quando minaccia i due poeti, Virgilio gli getta in gola manciate di terra e lo calma come un cane che addenta il cibo.
Mentre camminano sulle ombre, una si alza a sedere: è Ciacco, un fiorentino punito per la gola. Dante gli chiede che cosa accadrà alla città divisa, se vi sia qualche giusto e quale sia la causa della discordia. Ciacco profetizza che le fazioni verranno al sangue: la parte selvaggia caccerà l’altra, ma entro tre anni cadrà e l’altra prevarrà con l’aiuto di chi ora si destreggia tra le due. I giusti sono due e nessuno li ascolta; superbia, invidia e avarizia hanno acceso i cuori. Dante chiede anche dove siano Farinata, Tegghiaio, Iacopo Rusticucci, Arrigo e il Mosca: Ciacco risponde che si trovano più in basso, tra anime più nere. Poi chiede di essere ricordato nel mondo e ricade tra gli altri.
Virgilio spiega che Ciacco non si rialzerà fino al giudizio universale, quando ogni anima riprenderà il suo corpo. Alla domanda di Dante aggiunge che dopo quel giorno le pene saranno più intense, perché quanto più un essere è perfetto tanto più sente il piacere e il dolore. Parlando, i due arrivano al punto in cui si scende al cerchio successivo, dove trovano Pluto.
Perché è importante
È il primo canto politico del poema: allo stesso numero corrispondono nel Purgatorio e nel Paradiso altri due canti politici, dedicati all’Italia e all’Impero. Ciacco parla in una vicenda ambientata nel 1300 e annuncia fatti già avvenuti mentre Dante scriveva: lo scontro tra Bianchi e Neri, la cacciata dei Neri, poi la sconfitta dei Bianchi nel 1302 con l’appoggio di papa Bonifacio VIII, che portò all’esilio dello stesso Dante.
La domanda sui fiorentini illustri prepara diversi incontri: Farinata nel canto X, Tegghiaio e Rusticucci nel XVI, il Mosca nel XXVIII. La rovina di Firenze tornerà con Farinata e con Brunetto Latini nel XV, in una serie di profezie sull’esilio di Dante. Cerbero sarà ricordato dal messo celeste nel canto IX.
Passi da ricordare
«Io sono al terzo cerchio, de la piova / eterna, maladetta, fredda e greve» (vv. 7-8): l’accumulo di aggettivi rende la monotonia opprimente della pena.
«Voi cittadini mi chiamaste Ciacco» (v. 52): Ciacco si presenta con il soprannome che gli davano i fiorentini, legando subito il suo destino alla città.
«superbia, invidia e avarizia sono / le tre faville c’hanno i cuori accesi» (vv. 74-75): in due versi Ciacco indica le cause morali delle discordie di Firenze.
«pregoti ch’a la mente altrui mi rechi» (v. 89): il desiderio di essere ricordati nel mondo accomuna molti dannati dell’Inferno.