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Riassunto

Riassunto: Capitolo VI

Cosa succede

’Ntoni arriva in un giorno di festa e passa di porta in porta; scopre che Sara di comare Tudda ha sposato un vedovo ricco, scherza con la Mangiacarrubbe e fa a pugni con Pizzuto e con Rocco Spatu. Il nonno gli ha trovato lavoro a giornata sulla paranza di padron Cipolla. In mare ’Ntoni racconta delle ragazze di Napoli e litiga con lo zio Cola e con Barabba; quando la pesca è abbondante commenta che a loro tocca rompersi la schiena per gli altri.

Tutta la famiglia lavora: la Longa tesse e lava per conto d’altri, Luca trasporta sassi al ponte della ferrovia, Alessi raccoglie gamberi tra gli scogli. Ma mastro Turi Zuppiddu si fa pagare ogni sabato per riparare la Provvidenza, e lo zio Crocifisso minaccia l’usciere; per intercessione del vicario accetta di aspettare fino a Natale, prendendosi come interesse le settantacinque lire risparmiate da Maruzza. ’Ntoni, annoiato dai progetti del nonno, va a far la corte a Barbara Zuppidda con il pretesto di controllare la barca. Lo zio Crocifisso escogita intanto una finzione: finge di aver venduto il credito a Piedipapera, per poter mandare l’usciere senza passare per usuraio.

La vigilia di Natale l’usciere lascia la carta bollata sul canterano. I Malavoglia offrono la Provvidenza, ma il creditore la rifiuta. L’avvocato Scipioni spiega che non possono prendere nulla, perché la casa è dotale; tornati a casa, però, di fronte alle domande di Maruzza padron ’Ntoni ammette che i lupini li hanno avuti e vanno pagati. Don Silvestro propone allora che la Longa rinunci all’ipoteca dotale: lo zio Crocifisso accetta di aspettare fino a Pasqua e Maruzza, convinta che i lupini li abbiano presi tutti insieme, acconsente. Piedipapera finge in pubblico di infuriarsi per la dilazione.

Perché è importante

Il capitolo mette in scena lo scontro tra la legge e il codice morale dei Malavoglia. Per l’avvocato la soluzione è non fare nulla; per padron ’Ntoni un debito resta un debito, e questa onestà, sfruttata da don Silvestro e dallo zio Crocifisso, porta la famiglia a rinunciare alla protezione della dote. La rinuncia di Maruzza prepara la perdita della casa del nespolo, che avverrà nel capitolo IX.

Si delinea anche il carattere di ’Ntoni: tornato dal servizio militare, sente il peso di un lavoro che arricchisce gli altri e cerca svago nel corteggiamento di Barbara. La scena della famiglia che va in processione dall’avvocato e dal segretario, senza capire ciò che le viene detto, unisce comicità e amarezza.

Passi da ricordare

«Questo ci tocca a noi! […] a romperci la schiena per gli altri»: nelle parole di ’Ntoni compare l’insofferenza che col tempo lo allontanerà dalla famiglia.

«È vero, i lupini ce li ha dati, e bisogna pagarli»: padron ’Ntoni rifiuta la scappatoia legale e resta fedele alla propria idea di onestà.

«I lupini li abbiamo presi tutti!»: la Longa sente il debito come una colpa comune e accetta di sacrificare la propria dote.