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Riassunto

Riassunto: Capitolo 13

Cosa succede

L’operazione all’occhio riesce, ma Adriano Meis deve restare quaranta giorni al buio nella sua camera. Scopre che chi soffre si crede in diritto di ricevere un compenso dagli altri e di scusare il male che fa. Le premure di Adriana non gli bastano più: vorrebbe averla vicina. Lo irrita anche sapere che Pantogada è già ripartito da Roma, e che dunque avrebbe potuto evitare quella prigionia.

Per consolarlo, Anselmo Paleari gli espone una sua filosofia del lanternino. A differenza dell’albero, l’uomo ha il triste privilegio di sentirsi vivere, e questo sentimento è come un lanternino acceso dentro ciascuno: illumina un piccolo cerchio e proietta intorno un’ombra paurosa, che non esisterebbe se il lanternino fosse spento. In ogni epoca gli uomini accendono insieme dei grandi lanternoni, come la Verità o la Virtù; quando un vento li spegne, le singole lanternine vagano in confusione, ed è ciò che accade nel presente. Forse la morte è soltanto il soffio che spegne il lanternino, e l’uomo fa già parte della vita dell’universo. Eppure Paleari vuole accendere, per le sedute spiritiche, un altro lanternino dal vetro rosso.

Intanto Papiano passa ogni sera nella camera di Adriano a chiacchierare e gli descrive Pepita Pantogada, bella e ricca, sperando di distoglierlo da Adriana. Adriano capisce che il consiglio ragionevole di andarsene gli arriva proprio dalla bocca del rivale, e per questo rifiuta di ascoltarlo. Convince Adriana, restia per scrupoli religiosi e forse per altri timori, a partecipare almeno alla prima seduta. Papiano prepara la stanza con un tavolino, un lenzuolo appeso in un angolo, una chitarra e un collare con i sonagli, e racconta che la Caporale comunica con lo spirito di Max, un giovane musicista morto. La sera arrivano Pepita, la governante signora Candida e il pittore spagnolo Manuel Bernaldez, che Papiano non aspettava. Papiano cerca di sistemare Pepita accanto ad Adriano e Adriana accanto a sé, ma Pepita si ribella. Paleari spiega il significato dei colpi dello spirito e invita tutti a concentrarsi.

Perché è importante

La teoria del lanternino è uno dei nuclei filosofici del romanzo: ognuno vede il mondo attraverso il proprio sentimento della vita, colorato dalle illusioni dell’epoca, e il buio che spaventa potrebbe essere creato da quella stessa luce. L’idea si lega alla condizione di Adriano, chiuso davvero al buio e dentro di sé, e prosegue la riflessione sulla crisi delle certezze aperta dallo strappo nel cielo di carta del capitolo 12. Il capitolo prepara la seduta spiritica del capitolo 14, e la lotta per i posti mostra che la farsa sarà anche una partita tra Papiano e Adriano.

Passi da ricordare

«l’uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male» L’osservazione nasce dalla prigionia al buio e spiega le pretese di Adriano verso gli altri.

«un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene» Paleari descrive il sentimento della vita come una luce che crea anche le ombre.

«Mi pare, signor Adriano, che noi ci troviamo adesso in uno di questi momenti. Gran bujo e gran confusione!» Il lanternino diventa un’immagine della crisi di valori del tempo presente.

«Un lanternino contro l’altro!» Con questa risposta Paleari giustifica, senza accorgersi della contraddizione, i suoi esperimenti spiritici.