Scrittore, Milano 1785 – Milano 1873
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785, figlio di Pietro Manzoni e di Giulia Beccaria, figlia del giurista Cesare Beccaria. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza in collegi religiosi, un'esperienza che ricorderà come poco felice, e si forma leggendo gli illuministi e i…
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Romanzi
Vita
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785, figlio di Pietro Manzoni e di Giulia Beccaria, figlia del giurista Cesare Beccaria. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza in collegi religiosi, un'esperienza che ricorderà come poco felice, e si forma leggendo gli illuministi e i classici. Nel 1805 raggiunge la madre a Parigi, dove entra in contatto con gli ambienti intellettuali ideologisti e stringe amicizie destinate a segnare il suo pensiero. Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel, di famiglia calvinista; pochi anni dopo, tra il 1808 e il 1810, entrambi si convertono al cattolicesimo, un passaggio che orienta in profondità la sua visione morale e la sua opera successiva.
Tornato in Italia, Manzoni compone tra il 1812 e il 1815 gli Inni sacri, testi religiosi in cui la fede si unisce a un forte impegno civile. Negli anni Venti si dedica al teatro storico, componendo due tragedie che rompono con le regole classiche delle unità aristoteliche in nome di una maggiore aderenza alla verità storica: il Conte di Carmagnola, pubblicato nel 1820, e Adelchi, scritto tra il 1820 e il 1822 e pubblicato nello stesso anno, ambientato nell'Italia longobarda dell'VIII secolo e incentrato sul contrasto tra ideali di giustizia e ragioni di potere.
È tuttavia il romanzo a consacrarlo come il maggiore scrittore italiano dell'Ottocento. Tra il 1821 e il 1823 lavora a una prima stesura, Fermo e Lucia, che rielabora profondamente prima di pubblicarla nel 1827 con il titolo definitivo, I promessi sposi. Insoddisfatto della lingua letteraria mista di lombardismi e francesismi, Manzoni compie negli anni successivi un soggiorno a Firenze per adeguare la prosa del romanzo al fiorentino colto e vivo, nell'intento di offrire all'Italia ancora divisa una lingua nazionale unitaria. Ne nasce l'edizione definitiva, pubblicata a dispense tra il 1840 e il 1842, che affianca al testo le famose illustrazioni e un'appendice storica, la Storia della colonna infame, scritta tra il 1829 e il 1840 sul processo agli untori durante la peste di Milano del 1630, riflessione severa sugli abusi della giustizia e sulla violenza delle folle.
Negli ultimi decenni della vita Manzoni riceve un riconoscimento pressoché unanime: nel 1860 è nominato senatore del Regno d'Italia e nel 1861 presiede la commissione incaricata di proporre l'unificazione linguistica della nuova nazione sulla base del fiorentino. Muore a Milano nel 1873, in seguito a una caduta; l'anno successivo Giuseppe Verdi compone in sua memoria la Messa da Requiem, eseguita nel primo anniversario della morte. Con I promessi sposi, ancora oggi il romanzo italiano più letto nelle scuole, e con le sue tragedie e i suoi scritti civili, Manzoni ha lasciato un'impronta decisiva sulla lingua e sulla coscienza morale del paese, ponendosi come punto di riferimento imprescindibile per la narrativa e la riflessione storica italiane dei secoli successivi.
Cronologia
- 1785Nasce a Milano
- 1821–1840I promessi sposi
- 1873Muore a Milano