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Riassunto

Riassunto: Avvertenza sugli scrupoli della fantasia

Cosa succede

In questo scritto Pirandello parla in prima persona, come autore, a circa vent’anni dalla prima pubblicazione del romanzo, in occasione di una nuova ristampa. Comincia da un fatto di cronaca americano: Alberto Heintz, di Buffalo, diviso tra la moglie e una ragazza di vent’anni, decide con entrambe di morire tutti e tre; la moglie torna a casa e si uccide, mentre gli altri due, eliminato l’ostacolo, rinunciano al suicidio e decidono di sposarsi, ma l’autorità giudiziaria li arresta.

Se uno scrittore portasse in scena un caso simile, osserva Pirandello, i critici lo giudicherebbero assurdo e inverosimile. La vita, però, non ha bisogno di sembrare verosimile, perché è vera, mentre l’arte, per sembrare vera, deve essere verosimile. Per spiegarsi ricorre a un paragone: lo zoologo parla dell’uomo in astratto, sempre con due gambe e due occhi, mentre esistono soltanto uomini concreti, che possono avere una gamba di legno o un occhio di vetro. Allo stesso modo sbagliano i critici che condannano i personaggi in nome di un’umanità astratta, e che li accusano di ragionare troppo, quando proprio chi soffre ragiona più di tutti.

Pirandello cita poi un critico che ha difeso il suo diritto a essere giudicato secondo le leggi del proprio mondo artistico, ma che gli rimprovera di non dare un valore universale alle sue storie. Risponde che quel valore sta nel contrasto tra la realtà e l’illusione, tra il volto di ciascuno e l’immagine che ne ha la società: i suoi personaggi vivono in situazioni assurde, le sopportano finché non se le vedono davanti come in uno specchio, e allora rompono la maschera. Ciò che ai critici sembra artificio è voluto dalla storia stessa.

Infine riporta una notizia del Corriere della Sera: a Milano il cadavere di un annegato era stato riconosciuto da una donna, Maria Tedeschi, come quello del marito Ambrogio Casati, e lei si era risposata con uno degli uomini che l’avevano aiutata a riconoscerlo. Il marito, in realtà, era vivo e in carcere; uscito, scoprì all’anagrafe di essere morto e portò fiori sulla propria tomba. Pirandello nota le coincidenze con Il fu Mattia Pascal e conclude che la vita, senza saperlo, copia l’arte.

Perché è importante

L’Avvertenza è un testo di poetica: risponde a chi aveva giudicato inverosimile la vicenda di Mattia e spiega le idee che reggono il romanzo e buona parte dell’opera di Pirandello. I concetti di maschera, di immagine sociale e di personaggio come «marionetta di se stesso» illuminano le scene del romanzo: le marionette evocate da Paleari nel capitolo 12, gli specchi in cui Mattia si guarda, la decisione di uccidere Adriano Meis nel capitolo 16. Il caso Casati, con l’annegato riconosciuto, le seconde nozze e i fiori sulla tomba, ripete quasi punto per punto il capitolo 18.

Passi da ricordare

«Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere.» La frase riassume la difesa dell’autore contro l’accusa di inverosimiglianza.

«la ribellione alla fine prorompa e quella maschera si stracci e si calpesti» Pirandello descrive il momento in cui un personaggio rifiuta il ruolo che gli è stato imposto.

«in cui ciascuno volutamente, ripeto, è la marionetta di se stesso» L’immagine lega la finzione sociale alle marionette che tornano più volte nel romanzo.

«la vita anche nei romanzi che, senza saperlo, essa copia dall’arte.» La chiusa rovescia con ironia il rapporto abituale tra vita e letteratura.