Cosa succede
Il capitolo si apre sulla pallina della roulette che corre nel quadrante, poi torna indietro. Dopo l’ennesima lite con la suocera e la moglie, e dopo la morte della bambina e della madre, Mattia Pascal è fuggito a piedi dal paese con le cinquecento lire di Berto, deciso a imbarcarsi a Marsiglia per l’America. A Nizza però si scoraggia; davanti a un negozio di roulette compra per curiosità un opuscolo con un metodo per vincere e va a Montecarlo, pensando di perdere quel denaro o magari di impiccarsi a un albero del giardino.
Nella casa da gioco osserva i giocatori: un signore di Lugano innamorato del numero 12, un giovane pallido con il monocolo che perde senza nemmeno guardare. La prima vincita gliela porta via un tedesco, tra l’indifferenza generale. Poi, quasi senza capire il gioco, Mattia comincia a vincere per ispirazione e arriva a rischiare tutto sul 35. Una donna gli offre una rosa per convincerlo a giocare con lei; l’ha mandata uno spagnolo barbuto, che la sera lo segue fino a Nizza e gli propone di puntare in società. Quando lo spagnolo lascia capire di prenderlo per un imbroglione, Mattia lo copre di disprezzo e se ne va. In albergo conta circa undicimila lire e pensa alla sua casa, alla moglie trasandata e inasprita, a una convivenza ormai odiosa, e decide di tentare ancora la fortuna.
Torna a Montecarlo per dodici giorni: in nove accumula una somma enorme, poi comincia a perdere. Lo ferma uno spettacolo orribile: il giovane pallido si è ucciso con un colpo di rivoltella in un viale del giardino. Mattia gli copre il viso con il fazzoletto e riparte per Nizza con circa ottantaduemila lire, senza immaginare che quella stessa sera accadrà qualcosa di simile anche a lui.
Perché è importante
Montecarlo è il regno del caso, e il caso governa tutto il romanzo: la Fortuna, che Mattia scrive con la maiuscola come una dea capricciosa, gli dà all’improvviso la ricchezza e nel capitolo 7 gli offrirà una nuova vita. Il capitolo alterna la tensione delle scene di gioco e l’ironia sui giocatori che vogliono trovare una regola dove non ce n’è. Il suicidio del giovane chiude il soggiorno con un’immagine di morte, mentre la frase finale prepara la notizia del falso suicidio di Mattia.
Passi da ricordare
«vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre» Mattia deride chi crede di poter dominare la fortuna con un metodo.
«io ebbi proprio il sentimento di una forza quasi diabolica in me» Il protagonista vive la vincita come una specie di possessione, non come un merito.
«Nessuno me ne seppe grado: avevo tolto il meglio dello spettacolo.» L’amara battuta mostra l’indifferenza della folla davanti alla morte.
«Tutto potevo immaginare, tranne che, nella sera di quello stesso giorno, dovesse accadere anche a me qualcosa di simile.» La chiusa crea un’attesa che il capitolo seguente soddisfa in modo inatteso.