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Riassunto

Riassunto: Capitolo 5

Cosa succede

Dopo le nozze la vedova Pescatore rinfaccia di continuo a Mattia Pascal di averle rovinato la figlia e di avere un altro figlio da Oliva; Romilda, incinta e sofferente, è gelosa di quel bambino che nascerà nell’agiatezza. Per salvare la Stìa si vendono le case, ma Malagna le compra di nascosto per pochi soldi e il podere con il mulino finisce ai creditori. La madre di Mattia deve trasferirsi dal figlio, dove vive umiliata in un angolo; Berto rifiuta di accoglierla e di mandare denaro.

Un giorno la vedova aggredisce la vecchia serva Margherita, che si era offerta di ospitare la madre di Mattia, e lui la respinge con violenza. Poco dopo arriva zia Scolastica a portar via la cognata: la vedova, che sta impastando il pane, la provoca, e la zia le schiaccia in faccia la pasta. Rimasta sola con Mattia, la vedova lo graffia e si rotola per terra, mentre lui ride fino alle lacrime.

Uscito di casa, Mattia incontra Pomino, ancora offeso con lui ma pronto ad aiutarlo: il padre, assessore comunale, deve sostituire il vecchio bibliotecario Romitelli, sordo e quasi cieco. Così Mattia diventa bibliotecario della Boccamazza per sessanta lire al mese. Romitelli, che non ha capito di essere stato mandato in pensione, continua per mesi a venire ogni mattina a leggere ad alta voce un vecchio dizionario di musicisti, mentre Mattia fa la guerra ai topi. Morto il vecchio, Mattia resta solo, legge libri di filosofia e va a sedersi sulla spiaggia, oppresso dall’immobilità della sua vita.

Romilda partorisce due gemelle. Una muore dopo pochi giorni; l’altra, a cui Mattia si affeziona con tutto il cuore, muore a quasi un anno, nello stesso giorno della nonna. Mattia vaga tutta la notte e viene trovato dal vecchio mugnaio Filippo accanto alla gora del mulino della Stìa. Berto manda cinquecento lire per il funerale della madre, che zia Scolastica ha già pagato: Mattia le lascia tra le pagine di un libro.

Perché è importante

Il titolo si spiega con l’immagine dei frutti che i fruttivendoli fanno maturare a forza di ammaccature: così matura l’anima di Mattia, colpita da miseria, umiliazioni e lutti. La scena della pasta del pane è un esempio dell’umorismo di Pirandello: la tragedia diventa farsa e il protagonista si scopre spettatore della propria vita. Il capitolo prepara anche la svolta: la notte alla gora della Stìa sarà ricordata dal giornale come un primo tentativo di suicidio nel capitolo 7, e le cinquecento lire di Berto rendono possibili la fuga e il gioco del capitolo 6.

Passi da ricordare

«Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e d’ogni mio tormento.» Mattia indica il momento in cui nasce il suo sguardo ironico sulla vita.

«Ora così venne a maturazione l’anima mia, ancora acerba.» La frase spiega il titolo e il senso del capitolo.

«Così, sempre, fino alla morte, senz’alcun mutamento, mai...» Davanti al mare Mattia esprime l’angoscia di una vita senza via d’uscita.

«furono — come dirò — la cagione della mia prima morte.» L’anticipazione lega le cinquecento lire al seguito della storia.