Cosa succede
Mattia Pascal descrive Batta Malagna, grasso e molle, sposato con la signora Guendalina, che lo tormenta ricordandogli di essere nata in una famiglia migliore della sua. Malagna vorrebbe un figlio, ma la moglie è malata. Quando lei muore, sposa Oliva, la bella figlia del fattore delle Due Riviere, che Mattia aveva corteggiato da ragazzo. Passano quattro anni senza figli e Malagna, convinto che la colpa sia di lei, comincia a maltrattarla. Oliva va a sfogarsi dalla madre di Mattia, e lui lascia capire di aver tentato di sedurla, senza successo.
Pomino racconta a Mattia di essersi invaghito di una ragazza, figlia di una cugina di Malagna, e riferisce i sospetti della serva di quella casa: lo zio e la madre starebbero tramando qualcosa. Mattia, con la scusa di una cambiale, si presenta in casa della vedova Pescatore, Marianna Dondi, e conosce la figlia Romilda, dagli occhi verdi. Spinge Pomino a corteggiarla promettendo di aiutarlo, ma lui è troppo timido e Romilda si innamora di Mattia, che a sua volta si innamora di lei. Un mattino, alla Stìa, Romilda lo supplica piangendo di portarla lontano dalla madre e i due diventano amanti. Pochi giorni dopo, però, Mattia riceve una lettera secca in cui lei lo lascia; lo stesso giorno Oliva arriva disperata, perché Malagna le ha annunciato trionfante di aver dimostrato di poter avere figli. Mattia capisce che madre e figlia hanno usato anche lui, e a Oliva suggerisce, con un sottinteso, di dare ragione al marito: è verissimo che lui può avere figli.
Un mese dopo Malagna picchia la moglie e piomba in casa Pascal: ora che Oliva aspetta da lui un figlio legittimo, non può più fare da padre anche al bambino che nascerà da Romilda, e Mattia deve riparare. Secondo Romilda, era stata la madre a lasciarla sola con lo zio dopo aver saputo della relazione con Mattia, e Malagna si era offerto di crescere il nascituro come suo. Due figli, però, sono troppi per lui, e il racconto lascia capire che anche il figlio di Oliva è di Mattia. Mattia rifiuta, poi, per le preghiere della madre, che spera così di salvare la famiglia, sposa Romilda.
Perché è importante
Il capitolo mostra la trappola che porta Mattia al matrimonio e mescola farsa e amarezza. Il narratore si presenta ingenuo e colpevole insieme, pronto a scaricare sugli altri le responsabilità, e l’ironia colpisce tutti: Malagna viene lodato con finta ammirazione, la vedova Pescatore diventa una strega, Pomino un innamorato ridicolo.
Nascono qui i legami che segneranno la vita di Mattia: il matrimonio con Romilda, l’odio della suocera, il rancore di Pomino e un figlio che non potrà mai riconoscere, e che rivedrà per strada, per mano a Oliva, nell’ultimo capitolo. Il capitolo 5 racconta le conseguenze di queste nozze.
Passi da ricordare
«Che colpa ho io se Pomino eseguì con troppa timidezza le mie prescrizioni? che colpa ho io se Romilda, invece d’innamorarsi di Pomino, s’innamorò di me» Le domande retoriche mostrano come Mattia si giustifichi raccontando.
«Ecco qua: tutto quello che aveva rubato al padre egli lo avrebbe rimesso al figliuolo nascituro.» L’ironia rivela il calcolo di Malagna, che si presenta come un benefattore.
«Due, no! eh, due, no, perbacco!» L’esclamazione allude, senza dirlo, ai due figli di Mattia.
«Mi pendeva, tremenda, sul capo l’ira di Marianna Dondi, vedova Pescatore.» La chiusa anticipa la guerra domestica del capitolo seguente.