Libri di dominio pubblico

La locandiera

Cavaliere di Ripafratta

Il nemico delle donne

Il Cavaliere di Ripafratta è un nobile toscano, ospite della locanda da tre giorni. È benestante e unico erede della sua famiglia, ma non vuole sentir parlare di matrimonio: quando riceve da Siena una lettera che gli propone di sposare una ricca ereditiera, la strappa. Si dichiara nemico delle donne, che non ha mai amato né stimato, e fin dalla sua prima scena spiega di aver sempre creduto «che sia la donna per l’uomo una infermità insopportabile». Con gli uomini è invece cortese, perfino troppo: presta al Marchese di Forlipopoli il suo ultimo zecchino e lo lascia bere la cioccolata che era stata portata per lui. Con Mirandolina si mostra sgarbato, si lamenta della biancheria e la tratta con sufficienza.

Proprio questo atteggiamento spinge la locandiera a sfidarlo. Colpito dalla sua apparente sincerità, il Cavaliere comincia a cedere: a pranzo gradisce i piatti che lei ha cucinato, la fa sedere alla sua tavola, beve con lei e resta turbato dal suo brindisi. Capito il pericolo, decide di partire per Livorno. Nel frattempo tratta con durezza le due commedianti che il Conte d’Albafiorita gli presenta come dame, e le mette in fuga. Ma quando Mirandolina gli porta il conto e sviene davanti a lui, si convince di essere amato e promette di restare; sorpreso dal Marchese e dal Conte, getta a terra il vaso d’acqua ed esce furioso. Nel terzo atto le manda in dono una boccetta d’oro, le dichiara il suo amore, le chiede pietà e si lascia scottare dal ferro da stiro. Diventato geloso di Fabrizio, tenta di forzare una porta, litiga con il Conte, che lo accusa di essere innamorato, e sfila la spada al Marchese, scoprendo che è spezzata. Quando Mirandolina annuncia di voler sposare il cameriere, la maledice e parte, dicendo di aver imparato che per vincere il potere delle donne «non basta no disprezzarlo, ma ci conviene fuggirlo».

Il Cavaliere è il personaggio che cambia di più, e in meno tempo: nel giro di una giornata passa dal disprezzo alla passione, alla gelosia e alla violenza. La sua sicurezza è anche il suo punto debole, perché disprezza le donne senza conoscerle e non sa difendersi da chi finge di pensarla come lui. Goldoni ride del suo orgoglio, che lo spinge a negare fino all’ultimo di essere innamorato, ma non lo trasforma: il Cavaliere non impara a rispettare le donne, impara soltanto a temerle.

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