Libri di dominio pubblico

La locandiera

Mirandolina

La locandiera

Mirandolina è la padrona di una locanda di Firenze e la protagonista della commedia. Rimasta senza padre da sei mesi, manda avanti da sola l’attività: tiene i conti, e secondo Fabrizio scrive e fa di conto meglio di un commesso di negozio, sorveglia la cucina e la biancheria e sa trattare con i clienti. È cortese con tutti, perché le preme il buon nome della locanda, ma non si lega a nessuno: accetta i regali del Conte d’Albafiorita e del Marchese di Forlipopoli solo, dice, per non offenderli. Il padre, prima di morire, le aveva indicato come futuro marito il cameriere Fabrizio, che la ama e che lei tiene in sospeso.

Quando il Cavaliere di Ripafratta, appena arrivato, la tratta con disprezzo, Mirandolina si sente punta. In un monologo del primo atto confessa la propria debolezza, «Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata», e decide di far innamorare proprio l’uomo che si vanta di odiare le donne. Gli porta la biancheria migliore, gli dà ragione contro gli uomini che corrono dietro alle donne, si mostra franca e disinteressata e, uscendo dalla sua camera, dice tra sé: «Mi caschi il naso, se avanti domani non l’innamoro». Nel secondo atto gli cucina piatti speciali, beve con lui il vino di Borgogna, propone un brindisi ambiguo e, quando gli porta il conto, finge di piangere e di svenire. Nel terzo atto, ottenuta la vittoria, lo respinge: rifiuta la boccetta d’oro che lui le manda, lo deride mentre stira e lo scotta con il ferro. Ma la furia gelosa del Cavaliere la spaventa, perché mette in pericolo la sua reputazione. Decide allora di sposare davvero Fabrizio: davanti a tutti nega di essere riuscita a innamorare il Cavaliere, dà la mano al cameriere, chiede al Conte e al Marchese di trovarsi un’altra locanda e annuncia che, cambiando stato, cambierà anche comportamento.

Mirandolina è una donna del ceto mercantile, intelligente, autonoma e consapevole del proprio valore, che considera un merito saper profittare di tutto con grazia e disinvoltura. È anche la vera attrice della commedia: finge meglio delle due commedianti di professione, proprio perché si presenta come una donna sincera. Il finale ne mostra il lato più pratico. Il gioco della seduzione, che era cominciato come un puntiglio, diventa rischioso, e lei lo chiude scegliendo un matrimonio di convenienza con un uomo della sua condizione, che le permette di proteggere interessi e onore senza rinunciare, almeno nelle sue intenzioni, alla propria libertà.

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