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Riassunto

Riassunto: Capitolo 1

Cosa succede

Il narratore comincia con la formula delle fiabe e anticipa la risposta dei suoi piccoli lettori, che si aspettano un re: il protagonista, invece, è un pezzo di legno. Non è un legno pregiato, ma un comune ciocco da ardere, che un giorno finisce nella bottega di mastr’Antonio, un vecchio falegname che tutti chiamano maestro Ciliegia per la punta del naso, sempre lucida e violacea come una ciliegia matura.

Maestro Ciliegia vuole ricavarne una gamba di tavolino, ma quando sta per dare il primo colpo d’ascia sente una vocina sottile che lo prega di non picchiare così forte. Cerca sotto il banco, nell’armadio, nella cesta dei trucioli e perfino in strada, senza trovare nessuno, e si convince di essersi immaginato tutto. Al colpo successivo la vocina si lamenta di nuovo. Spaventato, il falegname si chiede se il legno abbia imparato a piangere come un bambino, poi lo sbatte contro le pareti per punire chi potrebbe esserci nascosto dentro. Per dieci minuti non sente nulla e torna al lavoro canticchiando per farsi coraggio, ma appena comincia a piallare, la vocina ride e gli chiede di smettere perché gli fa il solletico. Maestro Ciliegia cade a terra come fulminato, e il suo naso, dalla paura, da violaceo diventa blu.

Perché è importante

Il primo capitolo fissa il tono del libro. Il narratore parla direttamente ai ragazzi e rovescia l’inizio delle fiabe: al posto di un re c’è un oggetto qualunque, destinato a finire nel fuoco. La comicità nasce dalle ripetizioni, con tre interventi della vocina e uno spavento sempre più grande, e dalle immagini esagerate, come il falegname con la bocca spalancata e la lingua penzoloni «come un mascherone da fontana».

Il legno è vivo prima ancora di avere una forma: piange, protesta e ride come un bambino, e lascia intuire il carattere del futuro burattino. Il capitolo si chiude con maestro Ciliegia seduto per terra; sarà l’arrivo di Geppetto, nel capitolo successivo, a decidere che cosa fare di quel pezzo di legno.

Passi da ricordare

«C’era una volta un pezzo di legno»: con questa frase il narratore sostituisce il re delle fiabe con un protagonista del tutto inatteso.

«Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta»: l’origine umile del burattino è dichiarata fin dalla prima pagina.

«Non mi picchiar tanto forte!»: sono le prime parole del legno, che si raccomanda come farebbe un bambino spaventato.