Cosa succede
Il romanzo è diviso in trentasei capitoli brevi, ciascuno preceduto da un titolo che ne anticipa il contenuto. Il narratore si rivolge spesso direttamente ai «piccoli lettori», come in una fiaba raccontata ad alta voce.
Nei primi capitoli (1-8) il falegname maestro Ciliegia trova un pezzo di legno che piange e ride, e lo regala all’amico Geppetto, che vuole costruirsi un burattino per girare il mondo. Appena intagliato, Pinocchio si prende gioco del padre e scappa; un carabiniere lo ferma, ma finisce in prigione Geppetto. Rimasto solo, il burattino uccide con un martello il Grillo-parlante che lo ammoniva, poi, affamato, si addormenta con i piedi sul caldano e se li brucia. Geppetto, tornato a casa, gli dà la propria colazione, gli rifà i piedi e vende la sua unica casacca per comprargli l’abbecedario.
Nei capitoli 9-16 Pinocchio vende l’abbecedario per entrare nel teatro dei burattini. Il burattinaio Mangiafoco vorrebbe bruciarlo come legna, ma si commuove, lo lascia andare e gli regala cinque monete d’oro per il padre. Per strada il burattino incontra la Volpe e il Gatto, che lo convincono a seminare le monete nel Campo dei miracoli. Dopo una sosta all’osteria del Gambero Rosso, Pinocchio è assalito di notte da due assassini incappucciati, che lo impiccano a un ramo della Quercia grande. Lo salva la Bambina dai capelli turchini, una fata che vive nel bosco.
Nei capitoli 17-22 la Fata lo cura; quando Pinocchio racconta bugie, il suo naso si allunga. Tornato con la Volpe e il Gatto, sotterra le monete e se le vede rubare; il giudice della città di Acchiappacitrulli, invece di punire i ladri, lo manda in prigione per quattro mesi. Uscito, finisce in una tagliola mentre ruba l’uva e un contadino lo costringe a fare da cane da guardia al pollaio, finché, scoperte le faine che rubavano le galline, viene liberato.
Nei capitoli 23-29 Pinocchio trova al posto della casetta della Fata una lapide: la Bambina è morta di dolore per essere stata abbandonata. Un colombo lo porta sulla spiaggia, dove vede Geppetto sparire tra le onde su una barchetta, e si getta in mare per salvarlo. Approda all’isola delle Api industriose e ritrova la Fata, diventata una donna, che gli promette di farlo diventare un ragazzo vero se sarà buono. Pinocchio va a scuola e studia, ma alcuni compagni lo trascinano sulla spiaggia per vedere il terribile Pesce-cane; nella rissa un ragazzo resta ferito e il burattino deve fuggire, rischia di essere fritto da un pescatore verde e viene salvato dal cane Alidoro, che lui stesso aveva salvato dall’annegamento. La Fata lo perdona e fissa la festa per la sua trasformazione.
Nei capitoli 30-34, proprio alla vigilia, Pinocchio si lascia convincere dall’amico Lucignolo a partire per il Paese dei balocchi, dove non ci sono scuole né libri. Dopo cinque mesi di divertimenti, entrambi si trasformano in asini. Pinocchio è venduto a un circo, azzoppato e rivenduto a un uomo che vuole fare un tamburo con la sua pelle e per affogarlo lo getta in mare. I pesci gli mangiano la pelle d’asino e lui torna burattino, ma mentre nuota viene inghiottito dal Pesce-cane.
Negli ultimi due capitoli (35-36) Pinocchio trova nel ventre del mostro Geppetto, che vi vive da due anni alla luce di una candela. Lo porta fuori sulle spalle e, stremato, arriva a riva con l’aiuto di un tonno. Da quel momento lavora: gira ogni giorno il bindolo dell’ortolano Giangio per avere un bicchiere di latte per il padre malato, e nella stalla vede morire, trasformato in asino, Lucignolo. Impara a leggere e scrivere e a fare canestri, e rinuncia al vestito nuovo per mandare i suoi risparmi alla Fata ammalata. Quella notte la sogna, e al risveglio si trova trasformato in un ragazzo vero; accanto a lui, appoggiato a una seggiola, c’è il vecchio burattino di legno.
Perché è importante
Il romanzo uscì prima a puntate in un giornale per ragazzi e poi in volume, e questa origine si vede nella struttura: episodi che si susseguono rapidi, colpi di scena alla fine dei capitoli, un protagonista che promette di cambiare e ricade ogni volta. Collodi mescola la fiaba, con fate, animali parlanti e metamorfosi, a un mondo molto concreto: la fame, la povertà di Geppetto, i carabinieri, i tribunali, il lavoro. La lingua è un toscano vivace e colloquiale, ricco di proverbi, di dialoghi e di ironia.
La storia racconta un percorso di crescita: Pinocchio passa dalla disobbedienza e dall’egoismo alla responsabilità, attraverso la scuola, il lavoro e soprattutto l’amore per il padre. Ma il libro non è solo una favola morale. Mostra un mondo adulto spesso ingiusto e ingannatore, dove i truffatori prosperano e i derubati finiscono in prigione, e costruisce un personaggio così vitale nei suoi difetti da diventare uno dei più celebri della letteratura mondiale.
Passi da ricordare
«C’era una volta un pezzo di legno.» L’inizio del capitolo 1 rovescia l’attacco delle fiabe tradizionali: al posto del re c’è un semplice pezzo di legno da ardere.
«vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo» Nel capitolo 17 la Fata spiega a Pinocchio perché il suo naso si allunga.
«Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione.» Nel capitolo 19 la sentenza del giudice di Acchiappacitrulli è una satira della giustizia.
«i burattini non crescono mai. Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.» Nel capitolo 25 la Fata spiega che per diventare un ragazzo bisogna meritarselo.
«Com’ero buffo, quand’ero un burattino! e come ora son contento di esser diventato un ragazzino perbene!» Sono, nel capitolo 36, le ultime parole del romanzo, pronunciate guardando il vecchio corpo di legno.