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Riassunto

Riassunto: Capitolo 2

Cosa succede

Qualcuno bussa alla porta ed entra Geppetto, un vecchietto vivace e molto permaloso: i ragazzi del vicinato, per farlo arrabbiare, lo chiamano Polendina, perché la sua parrucca gialla somiglia alla polenta di granturco. Geppetto spiega a mastr’Antonio il motivo della visita: vuole costruirsi un burattino straordinario, capace di ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali, e girare il mondo con lui per guadagnarsi da vivere.

In quel momento la solita vocina grida «Bravo Polendina!». Geppetto crede che sia stato il falegname a offenderlo, e i due passano dalle parole ai fatti, graffiandosi e mordendosi. Alla fine della zuffa ciascuno si ritrova con la parrucca dell’altro; se le restituiscono, si stringono la mano e giurano di restare amici per tutta la vita.

Geppetto chiede allora un po’ di legno, e mastr’Antonio va a prendere proprio il pezzo che lo ha tanto spaventato. Mentre glielo consegna, però, il legno gli sfugge di mano con uno scossone e colpisce con forza gli stinchi dell’amico. Geppetto accusa il falegname di averglielo tirato addosso, i due si scambiano insulti e, quando mastr’Antonio lo chiama Polendina per la terza volta, scoppia una seconda zuffa. Il falegname ne esce con due graffi in più sul naso, Geppetto con due bottoni in meno sul giubbetto. Pareggiati così i conti, fanno di nuovo pace con lo stesso giuramento, e Geppetto torna a casa zoppicando con il suo pezzo di legno.

Perché è importante

Il capitolo presenta Geppetto, che diventerà il padre del protagonista. È povero, tanto che immagina il burattino come un mezzo per guadagnarsi il pane, ed è irascibile ma pronto a fare pace. Il pezzo di legno, pur non avendo ancora una forma, è già un piccolo combinaguai: con la sua voce e con il suo scatto provoca entrambe le liti, e anticipa le monellerie del capitolo successivo, che cominciano proprio con il furto della parrucca gialla.

La scena è costruita come una farsa, con due litigi, due zuffe e due riconciliazioni chiuse dalle stesse parole. Questa simmetria e gli insulti che rimbalzano da un personaggio all’altro ricordano i battibecchi di Arlecchino e Pulcinella, che Pinocchio vedrà in scena nel capitolo 10.

Passi da ricordare

«un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali»: Geppetto pensa a un burattino da spettacolo, non ancora a un figlio.

«per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino»: il progetto nasce dalla povertà e dal bisogno di guadagnarsi da vivere.

«si strinsero la mano e giurarono di rimanere buoni amici per tutta la vita»: la frase si ripete identica dopo le due zuffe e rende comica la fragilità di quella pace.