Cosa succede
Quando Pinocchio entra nel teatrino, la commedia è già cominciata: sulla scena Arlecchino e Pulcinella litigano e minacciano di prendersi a schiaffi, tra le risate del pubblico. All’improvviso Arlecchino smette di recitare, indica il fondo della platea e grida di aver riconosciuto Pinocchio. Pulcinella e la signora Rosaura lo confermano, e tutti i burattini escono dalle quinte acclamando il loro fratello. Invitato da Arlecchino, Pinocchio con una serie di salti passa dalla platea ai posti migliori, poi sulla testa del direttore d’orchestra e infine sul palcoscenico, dove viene accolto con abbracci, pizzicotti e testate fraterne.
Il pubblico, impaziente, reclama la commedia, ma i burattini continuano a far chiasso e portano Pinocchio in trionfo davanti alle luci della ribalta. A quel punto compare il burattinaio, un omone spaventoso con una barba nera così lunga che la calpesta camminando, una bocca larga come un forno e una frusta fatta di serpenti e code di volpe. Tutti ammutoliscono e i burattini tremano come foglie. Il burattinaio chiede a Pinocchio perché sia venuto a mettere scompiglio nel suo teatro e, senza ascoltare le sue scuse, lo avverte che la sera faranno i conti.
Finito lo spettacolo, il burattinaio va in cucina, dove un montone gira sullo spiedo. Poiché la legna non basta per finire di cuocerlo, ordina ad Arlecchino e a Pulcinella di portargli il burattino appeso al chiodo, che con il suo legno asciutto farà una bella fiammata. I due esitano, poi obbediscono per paura e tornano con Pinocchio, che si divincola come un’anguilla e supplica il babbo di salvarlo.
Perché è importante
I burattini riconoscono subito Pinocchio come uno di loro, ma tra lui e gli attori della compagnia c’è una differenza: lui non ha un padrone, loro tremano davanti al proprio. Il narratore racconta il momento del riconoscimento passando dal passato al presente, come se l’azione si svolgesse sotto gli occhi del lettore, e porta nel romanzo Arlecchino e Pulcinella, le maschere della commedia dell’arte.
Il burattinaio, che la rubrica chiama già Mangiafoco, ha la figura di un orco delle fiabe, ma il capitolo 11 mostrerà che l’apparenza inganna. Intanto Pinocchio corre un nuovo pericolo legato alla sua natura di legno: dopo i piedi bruciati del capitolo 6, il fuoco minaccia di consumarlo del tutto, e nel momento della paura il burattino invoca il padre, come farà di nuovo nel capitolo 15.
Passi da ricordare
«Numi del firmamento! sogno o son desto? Eppure quello laggiù è Pinocchio!»: Arlecchino interrompe la commedia con un tono solenne da tragedia, che rende comica la scena del riconoscimento.
«vieni a gettarti fra le braccia dei tuoi fratelli di legno!»: l’invito di Arlecchino accoglie Pinocchio nella famiglia dei burattini.
«La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso»: il ritratto del burattinaio usa le immagini tipiche degli orchi delle fiabe.