Cosa succede
Sulla spiaggia non c’è nessun Pesce-cane: il mare è liscio come uno specchio, e dalle risate dei compagni Pinocchio capisce di essere stato ingannato. I monelli gli spiegano il motivo dello scherzo: studiando tanto, il burattino li fa sfigurare davanti al maestro, e perciò deve prendere in odio anche lui la scuola, le lezioni e il maestro. Pinocchio li deride, e quando il più grande gli ricorda che sono in sette contro uno, risponde che sono sette come i peccati mortali. Alle minacce replica con un «Cucù!» beffardo, finché uno gli dà un pugno e scoppia una rissa.
Pinocchio si difende bene con i suoi piedi di legno. Allora i ragazzi gli lanciano contro i libri di scuola, ma il burattino li schiva e i volumi finiscono in mare, dove i pesci li assaggiano e li risputano disgustati. Un grosso Granchio esce dall’acqua e invita tutti a smettere, avvertendo che le risse tra ragazzi finiscono male, ma Pinocchio lo tratta con maleducazione.
I monelli prendono il pacco di libri del burattino e uno di loro gli scaglia contro un pesante Trattato di Aritmetica. Il libro manca Pinocchio e colpisce alla tempia un compagno, Eugenio, che cade a terra come morto. Gli altri fuggono; Pinocchio resta a bagnargli la tempia con il fazzoletto, piangendo e rimproverandosi di aver dato retta ai compagni. Arrivano due carabinieri: il ferito viene affidato ad alcuni pescatori, e Pinocchio, che ammette che il libro è suo, viene arrestato benché si dichiari innocente. Mentre lo portano in paese, il vento gli porta via il berretto; il burattino chiede di andare a riprenderlo e scappa di corsa verso il mare, inseguito da un grosso cane mastino.
Perché è importante
Il capitolo mostra fin dove può portare l’influenza dei cattivi compagni: una bugia porta alla rissa e la rissa a una disgrazia, di cui Pinocchio è accusato ingiustamente. Come nel capitolo 19, la giustizia si ferma alle apparenze, e basta che il libro sia suo perché il burattino venga considerato colpevole. Allo stesso tempo Pinocchio si comporta meglio degli altri, perché è l’unico che resta a soccorrere il ferito.
Collodi inserisce anche una battuta sulla letteratura scolastica del suo tempo: tra i libri respinti dai pesci ci sono il Giannettino e il Minuzzolo, libri di lettura scritti dallo stesso Collodi, insieme ai racconti di Pietro Thouar e di Ida Baccini. La fuga finale apre l’inseguimento del capitolo 28.
Passi da ricordare
«Perchè gli scolari che studiano fanno sempre scomparire quelli, come noi, che non hanno voglia di studiare.»
I monelli confessano che il loro scherzo nasce dall’invidia verso chi si impegna.
«Perchè ho dato retta a questi compagni, che sono la mia dannazione?»
Il lamento accanto a Eugenio mostra che Pinocchio riconosce la propria parte di colpa.
«Basta così: non occorre altro.»
La fretta dei carabinieri, che arrestano Pinocchio senza ascoltarlo, ripete il tema della giustizia sommaria.